Il dominio dell’€uropa

Il dominio che subiamo oggi è peggiore di quello nazista. E questo perché oggi non siamo dominati territorialmente da uno stato nemico, ma viviamo una paralisi totale dello stato greco che comporta la liquidazione del territorio e dei suoi cittadini. La differenza basilare tra oggi e il 1941 consiste nel fatto che la classe dirigente non ha bisogno dello stato; i suoi poteri lo sovrastano e l’accumulo di capitale si manifesta con la dematerializzazione del denaro fittizio dei mercati globalizzati. Perciò, oggi, per l’oligarchia finanziaria lo stato non serve a nulla, ma viene considerato un’invenzione comoda che non ha sostanza materiale così come i capitali fittizi che accumula. Questo è il motivo per il quale la classe dirigente greca (con i partiti della “prospettiva europea”) ritiene che lo stato greco non può essere indipendente e sovrano. In queste condizioni non può sopravvivere!


Gli oligarchi ritengono che lo stato debba essere assimilato in una “federazione europea” che non ricorda per niente una democrazia, neanche nella sua configurazione tradizionale della democrazia parlamentare.
Questa federazione europea non è interessata a salvare la Grecia in quanto stato sovrano, ma a sezionare il territorio nella logica degli interessi dell’eurozona e dei mercati.
Oggi l’oligarchia economica e politica non potendo conciliare il proprio interesse con quello nazionale (cioè l’interesse di tutti i greci), arriva addirittura a negare la sovranità dello stato greco che è l’espressione storica dell’indipendenza del popolo e dello stato greco.
Quindi chi riduce la questione a meri termini “di classe” parla nei termini degli interessi di classe del sistema dirigente e delle scelte che compie.
Poco importa se questo avvenga mascherato da un’ideologia “di sinistra” o da un linguaggio apparentemente “rivoluzionario”.

Senza la lotta per riconquistare l’indipendenza nazionale non può esistere neanche lo stato greco, il bene comune, i diritti del lavoro, sociali e politici per le classi e i ceti sfruttati. Per questa ragione oggi, come mai prima nella storia, la lotta per la liberazione nazionale è strettamente legata alla liberazione sociale ed è la principale richiesta di classe della nostra epoca per il popolo greco ed in primis per i lavoratori. Senza lottare per la liberazione nazionale dall’UE e dall’eurozona, gli operai e i lavoratori in genere, non possono sopravvivere, né mantenere questo livello minimo di diritti nel settore di lavoro. I lavoratori sono condannati ad arrivare ad una situazione di sottoproletariato senza nessuna coscienza di “classe”.
Oggi chi è consapevole del proprio dovere di classe, dal punto di vista delle vittime di questa storia (classe lavorativa e ceti sfruttati) deve farsi protagonista della lotta di liberazione nazionale del popolo greco.

Altrimenti si troverà con le bandiere rosse in mano, al fianco del nemico, senza nemmeno averlo capito.

Dimitris Kazakis 11/11/2012

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