Intervista a D. Kazakis dai “Greci Uniti”

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Domanda: Come E.PA.M (Fronte Popolare Unito) sostenete il ritorno alla moneta sovrana. Ci sono pero’ numerosi analisti che credono che l’uscita della Grecia dalla zona euro avra’ conseguenze disastrose. Lei, cosa risponde a loro?

Risposta: Sostenere che il disastro che oggi si ha e’ un senso unico e che un’altra stada del tutto diversa portera’ a un disastro peggiore, non e’ un’ argomentazione, e’ una follia. Dal momento che la societa’, il Paese e il suo popolo oggi sta provando una crisi senza precedenti con migliaia di vittime innocenti, e’ bene cercare di trovare soluzioni radicalmente diverse, al di la’ delle consuete. Al contrario i sostenitori dell’euro sostengono che se rimaniamo sulla stessa strada che ha portato il Paese alla peggiore bancarotta della sua storia e anche della storia economica mondiale, allora ci salveremo dalla crisi. E’ logica questa?  No,  e’ la “logica” della schizofrenia vera e propria.

La verita’ e’  che restare nell’ euro non ha nessuna logica, ma conviene agli interessi delle banche e dei mercati. Con l’euro, le forze piu’ predatorie e parassitarie del mercato,  hanno privatizzato totalmente l’emissione di moneta e la sua circolazione.  Controllando la moneta e la sua circolazione, le banche hanno potuto caricare con ogni tipo di debito lo stato e l’economia (imprese private e famiglie).

Il debito pubblico e privato durante il periodo dell’euro ha superato ogni precedente storico per quasi tutti i paesi membri della zona euro. E’ casuale? Tutt’altro ! Non e’ bastato che le banche controllando la moneta hanno gravato famiglie, imprese e paesi con dei debiti enormi, pure hanno avuto la possibilita’ di speculare con questi debiti attraverso  qualsiasi tipo di derivati. In questo modo l’euro e’ diventato campo privilegiato non solo per il boom dei debiti, ma anche per la bolla mondiale dei prodotti derivati e per il senso del “gioco d’azzardo” che li caratterizza. Questo e’ il motivo principale per cui l’euro equivale al debito e porta con rigore matematico alla bancarotta, prima le economie con grandi deficit  e poi le altre. Nessun’economia alla fine si salvera’.

Dunque il nostro obiettivo principale dovra’ essere liberarci da questo meccanismo di debito e di moratoria. Lo Stato dovra’ assumersi l’impegno dell’ emissione esclusiva della  moneta al fine di finanziare l’economia senza debito. Per ripristinare i depositi bancari perduti e cancellare i debiti privati che non possono essere ripagati e quindi  far respirare il mercato. Lo Stato dovra’ farsi carico del finanziamento dell’economia senza debito e  in maniera tale  che facendo leva su un ampio, veloce e concentrato  Programma di Investimenti Statali, riguardanti sopratutto la produzione e le infrastrutture necessarie, si possa bloccare la recessione e  combattere la disoccupazione.

Solo in questo modo si puo’ cominciare la ripresa economica, sulla base di un riavvio dinamico della produzione che presuppone protezione dalle forze monopolistiche del mercato. Questo potrebbe succedere dentro l’euro? Neanche per sogno! La logica stessa dell’euro porta alla bancarotta anche se domattina  fossero donati alla Grecia tutti i suoi debiti.

Inoltre il ritorno alla moneta sovrana costituisce uno dei principi fondamentali della democrazia. Non puo’ esistere una democrazia vera e propria li’ dove il denaro e’ controllato da interessi privati. I popoli e gli stati hanno lottato duramente per strappare dai banchieri privati la moneta e la sua circolazione. Appena dopo la fine della 2° Guerra Mondiale la Grecia e con essa la maggioranza delle economie europee, sotto la pressione delle aspettative  democratiche del dopoguerra, hanno potuto acquisire  moneta sovrana per  controllare le proprie economie. Con l’euro siamo tornati indietro al 18ο e al 19ο secolo quando i banchieri privati regolavano l’economia emettendo moneta e controllando il flusso dei prestiti.  E’ un caso che in quell’epoca la democrazia era l’eccezione come regime nella maggior parte degli stati?

Domanda: L’EPAM ha tra le sue proposte e tesi di base  il “piu’ Democrazia”. Come la intende?  Oggi  e’ applicabile la Democrazia Diretta?

Risposta: Per noi non esiste democrazia diretta o indiretta. La democrazia e’ una. Quella che permette al popolo di esercitare tramite rappresentante o personalmente il potere nel suo paese. La conquista della democrazia nel nostro paese dovra’ cominciare con un atto di nascita, cioe’ con un’ Assemblea Costituente che scrivera’ e  votera’ una nuova Costituzione.

Cosi’ il popolo dopo avere rovesciato l’attuale e ladresco sistema di servitu’ della gleba sara’ chiamato di persona a discutere e riscrivere una nuova Costituzione, che poi i consiglieri nazionali – eletti dal popolo per l’Assemblea Costituente – modelleranno nel suo testo definitivo.

In questo modo saranno  tutelati, in pratica e non solo a parole, l’inalienabile bene che e’ la sovranita’ popolare e nazionale, i diritti sociali e politici del popolo, ma anche la sua possibilita’ di intervenire decisionalmente nella formazione della politica corrente attraverso  referendum, iniziative legislative popolari, revoca eventuale dei suoi rappresentanti, servizio limitato alle varie cariche , rendiconto obbligatorio, trasparenza totale e notorieta’, funzionari eletti e reclutati a tutti i livelli, ecc.

Il popolo greco detiene tradizioni democratiche utilissime da imparare oggi, come per esempio il sistema di giustizia popolare e di autogoverno  che  ha applicato nei tempi dell’occupazione nazista nei  vari luoghi della  Grecia  liberata. Questo  sistema  viene insegnato ancora oggi all’estero in varie  facolta’ autorevoli  come esempio di  riorganizzazione  democratica della  societa’ da parte dei suoi cittadini.

Domanda: Come commenta la proposta di Panos Kammenos ad Alexis Tsipras circa le dimissioni dei deputati dei “Greci Indipendenti” e di Syriza, al fine di provocare elezioni e per non esser votate le misure?

Risposta: Temo che si tratti di un “palleggio” politico. Semplicemente il s. Kammenos ha addossato a Tsipras la responsabilita’, cosi’ da dire ai suoi sostenitori che gli fanno pressione “guardate, io sono disposto ad abbandonare il Parlamento, ma Tsipras non lo vuole, e di conseguenza io da solo non posso fare nulla!”. L’appello ai partiti “anti-Memorandum” di abbandonare il Parlamento l’aveva gia’ fatto l’Epam ai tempi delle grandi manifestazioni  popolari, il cui culmine era stato la gigantesca manifestazione del 12 febbraio 2012, quando veniva votato il Secondo Memorandum. Allora, i dirigenti di KKE e di Syriza ci hanno affrontato come se fossimo agenti provocatori, poiche’ esprimevamo cio’ che era sulla bocca di tutti: dimettetevi e venite insieme a noi per rovesciarli. Oggi abbiamo ripetuto quest’appello con una lettera aperta verso i dirigenti di Syriza, dei Greci Indipendenti e di KKE. Chiediamo a loro di dimettersi, se saranno votate dal Parlamento le nuove misure, il nuovo Memorandum, non per ripetere il fiasco delle elezioni gia’ vissute, ma per organizzare insieme con il popolo il rovesciamento del regime.

Non dovremo interessarci delle elezioni per un parlamento che si e’ trasformato nella misera foglia di fico di un regime insensibile e deciso a sterminare tutto il popolo e a svendere il Paese. Se si rimane nella logica delle elezioni parlamentari, come sono state le ultime, allora si legittima in concreto il rombo delle leggi che assicurano immunita’ o prescrizione ai colpevoli della tragedia nazionale e ai loro collaboratori. Si legittimano «gli obblighi internazionali” del Paese e le pratiche che hanno messo in atto i nostri creditori per farli rispettare (fare vittima un intero popolo, stigmatizzare internazionalmente i greci, ricatti aperti, imposizione di un regime di occupazione, ecc) che in base alle regole basilari dell’ordine legittimo internazionale costituiscono azioni delittuose contro il popolo Greco, violazione dei piu’ elementari diritti umani e come tali vengono giudicati dalla Corte Internazionale di Giustizia.
Inoltre legittimiamo il procedimento di  falsificazione dei risultati elettorali attraverso il presente sistema, la propaganda nera ufficiale, l’affidamento a privati del conteggio dei voti, l’uso del meccanismo statale e del denaro pubblico, ecc. Soltanto coloro che non hanno voglia di chiedere responsabilita’ per alto tradimento ai colpevoli e ai traditori possono considerare tali elezioni legittime.

Soltanto coloro che hanno gia’ dato il loro perdono ai criminali che hanno guidato il Paese e il suo popolo ai forni crematori. Sotanto coloro che non desiderano lo scontro con gli interessi  stranieri che gia’ devastano il Paese, ma sperano solo di rinegozziare con loro, con i sacrificatori del popolo greco o a causa della loro sciocchezza infinita o a causa degli impegni che hanno gia’ preso dietro le quinte.

Tali elezioni possono accettarle solo quelli che non rispettano la democrazia e il voto del popolo greco, solo quelli che di nascosto o allo scoperto contano sull’ uso personale del meccanismo odierno di manipolazione dell’elettorato. Non si puo’ allora oggi chiedere semplicemente elezioni di tipo parlamentare. Dobbiamo esigere democrazia per il popolo. E cio’ si puo’ ottenere subito e in condizioni piu’ o meno normali se i leader dei cosidetti partiti   ‘’anti-Memorandum’’ si dimettono dal Parlamento non per provocare  elezioni ma per invitare tutto il popolo allo sciopero politico generale duraturo con la seguente pretesa: cedete le chiavi del potere e andate via insieme con i vostri padroni stranieri!

Al loro posto assumera’ il potere un governo “ad interim” composto da tutte le forze che hanno guidato questo movimento con l’ obiettivo di realizzare elezioni veramente libere per   l’Assemblea Costituente. In questo modo il popolo in persona e’ chiamato  a rifondare lo Stato nelle sue istituzioni, nella sua politica e societa’. Azzerare la distanza e riavviare la sua vita. Con questo procedimento – che viene riconosciuto dal diritto internazionale come successione dello Stato – non e’ piu’ valida nessuna prescrizione , nessun tipo di  ancoraggio giuridico dell’illegalita’ e arbitrarieta’ della cricca dominante.

Il popolo stesso ricrea  il diritto e legifera su nuove basi senza nessun legame con il passato corrotto e riprorevole. Puo’ rifiutare collettivamente tutti gli obblighi assunti in suo nome e in sua assenza  dal regime di corruzione e di schiavitu’ che il popolo stesso ha rovesciato. E appunto senza che nessuno possa dirgli nulla! Si tratta di uno dei diritti piu’ consolidati di un popolo nel «duro nucleo» del diritto internazionale. Basta che lo voglia esercitare. Questo lo differenzia dallo schiavo.

Inoltre puo’ riscattarsi  denunciando alla comunita’ internazionale i governi degli Stati  che hanno macchinato contro, puo’ esigere indennita’ per i delitti compiuti contro di esso da governi stranieri  e rivendicare il ricorso alla Corte Internazionale per crimini contro l’umanita’ commessi da Merkel, Baroso, Junker e da tutti gli altri protagonisti che sono serviti come mandanti naturali e morali nello sterminio di massa del popolo greco e nella devastazione del suo paese.
Ecco perche’ sosteniamo che la nostra proposta sia l’unica via di uscita democratica dalla crisi odierna e dalla devastazione dal punto di vista degli interessi del popolo. I leaders dei partiti parlamentari “anti-Memorandum” hanno la statura di opporsi? Si vedra’. Comunque sia, noi come E.PA.M insieme alle forze del popolo che emergono dal basso, ci siamo dedicati completamente a questo obiettivo. Insieme ai partiti “anti-Memorandum”, se i loro leaders sentiranno le proprie responsabilita’, contro invece se sceglieranno di funzionare come valvole  legali della rabbia popolare rimanendo nel Parlamento.

Domanda: Alle elezioni del maggio scorso l’E.PA.M  si e’ presentato insieme alla Rinascita Democratica e altri movimenti di cittadini. Tuttavia nelle sue interviste dopo le elezioni non ha parlato molto di quella collaborazione con Stelios Papathemelis. Perche’?
Risposta: Non c’era nessuna ragione. La collaborazione era sin dall’ inizio puramente elettorale. Riguardava la presentazione di una lista comune in cui ognuno avrebbe lottato per l’elezione dei propri candidati. Non c’era nessun accordo politico per il dopo  elezioni. Cosi, dopo la fine delle elezioni la collaborazione elettorale e’ stata sciolta. Come E.PA.M abbiamo fatto dettagliatamente e pubblicamente la nostra autocritica sulla nostra tattica pre-elezioni, la quale ha avuto molti punti deboli.

Il problema principale e’ stato rinunciare a un nostro principio di base, al fatto che le collaborazioni da noi volute avrebbero dovuto essere sperimentate sulle strade, in lotte comuni, dove ognuno puo’ conoscere l’altro nelle sue vere dimensioni. Non avremmo dovuto partecipare a discussioni di tipo parlamentare che hanno offerto la possibilita’ ad ambiziosi di apparire come politici “anti-Memorandum”, spesso solo perche’ ci siamo rivolti a loro esclusivamente per un desiderio di collaborazione al fine di un ipotetico  obiettivo comune.

Avremmo dovuto insistere su collaborazioni che avevano gia’ trovato la propria espressione sulle piazze e in azioni comuni. Nessun’ altra! Cosi ci aveva conosciuto la gente e cosi si e’ identificata in noi, nella misura in cui ci conosceva. Eppure non ci pentiamo per una collaborazione, l’unica elettorale che esisteva nella scena politica e che non si e’ basata su accordi segreti relativi a seggi e denaro, ne’ su obsolete divisioni ideologiche tipo sinistra o  destra. Almeno per quanto riguarda cio’ abbiamo rispettato i nostri principi che vogliono e esigono la risolutezza e l’unita’ del popolo  al di la’ delle logiche divisorie.

Domanda: Come Segretario Generale di E.PA.M, vede qualche possibilita’ di collaborazione con altri organismi democratici, patriottici e “anti-Memorandum” nel prossimo futuro, per esempio nel caso di elezioni urgenti?

Risposta: Obiettivo principale, come ho gia’ riferito sopra, e’ l’organizzazione e la realizzazione di uno sciopero politico generale duraturo con lo slogan : consegnate le chiavi e andate via, voi e i vostri padroni. Non si puo’ deviare da questo obiettivo, perche’ significherebbe l’abbandono della lotta per la democrazia, ne’ crediamo che nelle condizioni attuali potrebbe esistere una via d’uscita popolare attraverso elezioni di tipo parlamentare.

Quindi, la nostra partecipazione nel caso di probabili elezioni improvvise dipendera’ da condizioni particolari e dalla capacita’ che un polo compatto di affermazione di potere possa esprimersi elettoralmente attraverso un sciopero politico generale duraturo. Le elezioni sotto le condizioni odierne possono essere utili solo come mezzo di informazione e di mobilitazione del popolo con effetto lo sciopero politico generale. E questo nel migliore dei casi non in ogni caso.

Tuttavia non crediamo che si intenteranno elezioni improvvise prima che i collaborazionisti dell’odierno governo trilaterale compiano la missione affidata loro da fuori. Prima cioe’ che facciano passare tutte le misure e i nuovi vincoli con le quali incatenare il Paese e il popolo greco. Dopo, forse, ci potrebbe essere la richiesta improvvisa di elezioni al fine di dare l’investitura a Tsipras, il quale, vuole o non vuole, dal momento che rimarra’ nel contesto parlamentare presente, la sola cosa che fara’ sara’ il rinegoziamento degli impegni, cioe’ delle catene e dei vincoli del Paese.

In questo caso l’unica cosa che rimane da fare ai grandi “amici”, alleati e vari partner e’  accettare il rinegoziamento, con il susseguirsi di riunione in riunione trascinando l’economia e la societa’ greca al crollo definitivo, qual’ e’ oggi. E cosi’, tanto piu’ Tsipras negoziera’ senza mettere in discussione gli ideali della lobby dell’euro, tanto piu’ sara’ trascinato dalle logiche e le pratiche di Kouvelis.

Peraltro, la differenziazione di Kouvelis forse nasconde anche il fatto che abbia scoperto se stesso nella politica post-elettorale adottata dal leader di Syriza, e che sogni una coabitazione politica futura in un “governo di sinistra” che semmai emergesse nelle attuali condizioni, temo che sarebbe – tra l’altro – un governo di divisione e di guerra civile. Per altro il sig. Tsipras e i suoi compagni non provano sentimenti particolarmente forti per la sovranita’ del Paese, specialmente quando questa non e’ compatibile con la cosidetta “prospettiva europea”. Percio’ e’ urgente una vasta coalizione di tutte le forze democratiche e patriottiche provenienti dallo stesso popolo al fine di preparare lo sciopero politico generale al piu’ presto possibile. E’ l’unica speranza di fronte all’attuale impasse.

Domanda: Cosa pensa possa succedere nel prossimo futuro? C’e’ la possibilita’ di un’eventuale bancarotta dentro l’euro?

Risposta: La gente non ha preso coscienza che la Grecia e’ gia’ fallita e peraltro irrevocabilmente fintantoche’ rimane nell’euro. Presenta tutti i sintomi tipici del crollo che aveva subito l’ Argentina nel 2001 quando e’ caduta in completa rovina e per tre anni e’ stata spinta apposta in una guerra civile con migliaia di vittime. E’ il caos con cui ci minaccia Samaras e che per prevalere nel Paese presuppone due condizioni fondamentali: continuare la stessa politica con le stesse autorita’ politiche privi di scrupoli cosi’ da provocare lo sterminio in massa del popolo. Solo cosi’ sopraggiunge il caos. Dall’ alto e intenzionalmente.

L’unica differenza con l’Argentina e’, da una parte, che le banche in Grecia  sono  tenute a tutti i costi aperte con denaro pubblico di decine di miliardi di euro – per quanto tempo nessuno lo sa – e dall’altra parte, il tentativo dello staff dell’ euro di evitare un default  ufficiale   per non danneggiare nei mercati internazionali la moneta comune. Tuttavia ambedue le differenze garantiscono che i giorni per la Grecia come paese sovrano sono contati. Per salvare le banche e l’euro da un fallimento ufficiale (mancato pagamento dei debiti verso i creditori) non solo il popolo viene guidato in massa ai crematori, ma anche lo stesso Paese sara’ smembrato e cessera’ di esistere cosi’ come l’abbiamo conosciuto. Le sue periferie e i comuni  saranno sotto autorita’ straniere, saranno annessi ad altre periferie dell’ eurozona, sopratutto a piccoli stati e comuni tedeschi; sara’ trasformato in cantoni con le cosidette Z.E.S.(Zone Economiche Speciali) e con concessioni di proprieta’ a circuiti di interessi  monopolistici statali stranieri per cui cessera’ di esistere come territorio nazionale unico e indivisibile.

I 182 anni di paese sovrano finiranno quando nei prossimi mesi  sara’ imposto al paese un Meccanismo Europeo di Sostegno, che e’ iniziato ad esistere un mese fa.

Il MES e’ progettato per assorbire le funzioni fondamentali dello Stato sottoposto alla sua  tutela e per eliminare la sua “personalita’ giuridica” internazionale affinche’ i mercati riconoscano esso al posto dello Stato che si e’ assoggettato  al MES. Naturalmente, questo sara’ presentato come una misura temporanea, che dovra’ servire solo per risanare il Paese con il sostegno degli stranieri, dei commissari apparentemente incorruttibili, i quali si assumeranno il compito di amministrare il paese al posto dei “nostri” politici corrotti.

Inoltre l’ansia di non fare uscire il Paese dall’euro e di rivolgersi quindi ai mercati, come propagandano i mass-media del regime, puo’ giustificare tutto. Finanche la  distruzione dello Stato Greco.

Domanda: Alla fine,  avete qualche appello per i nostri lettori?

Risposta: Viviamo la piu’ grande minaccia che il nostro Paese ha mai affrontato nella sua storia. Da questa crisi, dentro gli ingranaggi dell’UE e dell’euro, la Grecia non  sopravvivera’ come popolo, come stato sovrano, come stato indipendente. E’ cosi’ buia la situazione. La politica dello struzzo non giova a nulla! Al contrario porta rapidamente alla tomba. Fintantoche’ lasciamo che le cose continuino sulla solita strada delineata dai capi nostrani e stranieri una cosa e’ sicura: aumenteranno cosi’ tanto le vittime che anche il piu’ ignorante percepira’ le dimensioni dello sterminio di massa che volutamente e’ stato tentato contro il popolo greco.

Di fronte a questa situazione il nostro dovere e’ uno: la sopravvivenza della gente e la liberazione del Paese. Molti si sono convinti di non avere altra scelta  che suicidarsi subito, cosa che e’ costata in due anni alcune migliaia di vite, oppure suicidarsi a scadenza, aspettando invano che qualcosa potesse accadere per salvarsi anche all’ultimo momento. Non si rendono conto pero’ di assassinare in questo modo non solo se stessi ma anche la loro famiglia, i loro figli, le persone che amano e che devono accudire.

Ma oltre alla scelta del suicidio vi e’ anche quella della dignita’.  Rivendicare la nostra dignita’ come persone, come cittadini, come popolo, come greci. Non si addice a un uomo essere trattato come fosse un animale da soma ed essere condotto all’abbrutimento. Non si addice a un cittadino accettare di giocare con la sua vita a testa e croce in cambio del suo voto. Non si addice a un popolo di nascondersi come un cane bastardo terrorizzato da una banda di ladri che ha devastato per decenni la sua vita e adesso cerca di venderlo come schiavo.

Non si addice ai cittadini greci di arrendersi senza lottare, senza guerra  contro quelli che con  l’ inganno vogliono ottenere cio’ che nessuna forza di occupazione del passato ha ottenuto: privarli della loro patria.

In questa lotta non c’entrano pregiudizi, ne’ discorsi di divisione, solo un genuino e popolare amore per la patria che sa unire dove le ideologie e i meccanismi sanno dividere. Non ha senso che qualcuno si domandi perche’ gli e’ capitata  questa situazione, perche’ si  trova in questa condizione spiacevole e si scoraggia con la rinunzia e la depressione. Vale solo la pena che si domandi per cosa possa essere utile. Per se stesso, dimostrando che non ha perso la sua umanita’, per i suoi, dimostrando che non e’ inutile, per il popolo e il suo paese, dimostrando che non e’ un fannullone e un mascalzone.

Oggi separa il grano dal loglio. Oggi un popolo intero sta uscendo lentamente e tormentosamente da un torpore politico a cui lo avevano condannato e cerca di nuovo il suo meritato posto nella storia. Per noi tutti che siamo schierati in questa lotta, codesto periodo, per quanto sembra buio, per quanto le tenebre l’abbracciano non e’ che la notte prima dell’alba. E per quanto oscura e’ questa notte, per quanti demoni nasconda una cosa e’ assulutamente sicura: l’alba verra’ e una nuova Grecia sorgera’ insieme.

Intervista a Vasilis Pandis

Venerdi, 9 novembre 2012

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