Un commento (abbastanza dettagliato) dal fondatore di EPAM Dimitris Kazakis – su come si fa un ritorno alla moneta sovrana senza i rischi della svalutazione… (La domanda a lui posta si trova anche su Facebook sulla sua pagina personale)

NEL CASO DEL RITORNO ALLA MONETA SOVRANA DOVRA’ ESSERE SVALUTATA? SE SI’ QUANTO? NEL CASO DI SVALUTAZIONE NON AUMENTERA’ TROPPO IL COSTO DI IMPORTAZIONE DI VARI MERCI (PETROLIO, MEDICINALI, AUTOMOBILI, ECC) DI CONSEGUENZA NON CI SARA’ UNA CARENZA IN QUESTE IMPORTAZIONI? INOLTRE NEL CASO DI SVALUTAZIONE LE PERSONE CHE HANNO FATTO USCIRE I PROPRI SOLDI ALL’ ESTERO NON POTREBBERO ACQUISTARE QUALSIASI CHE VOGLIANO A PREZZO BASSO?
D.KAZAKIS: Dovremmo chiarire che non esiste nessun rapporto immediato tra la moneta, la svalutazione e l’aumento dei prezzi dei prodotti importati. Anzitutto, e’ una leggenda stupida che la svalutazione della moneta sovrana e’ l’unica possibilita’ e che in questo modo sara’ aumentata la competitivita’ dell’economia greca. Per succedere questo tutti gli altri fattori del commercio internazionale dovrebbero essere stabili. Pero’, questo non succede. La svalutazione della moneta non era mai l’ottima scelta per la competitivita’. Basta guardare il processo della vecchia dracma che ha avuto subito dopo la dittatura in Grecia, una svalutazione circa 90%, pero’ la competitivita’ dell’economia greca secondo i termini del commercio internazionale non e’ stata migliorata.


La ragione e’ semplice. La competitivita’ di un’economia dipende dalla sua posizione nella divisione internazionale del lavoro, cioe’ se si tratta di un’economia di lavoro e di servizi a basso costo in base ad una dipendenza dal mercato internazionale, oppure se si tratta invece di un’economia di produttivita’ e di innovazioni in base ad un’autonomia finanziaria che assicuri l’utilizzazione totale dei suoi vantaggi comparativi. Di conseguenza un fattore decisivo che assicuri la posizione competitiva di un’economia ai rapporti economici internazionali e’ l’aumento della produttivita’ del lavoro con impulso principale la tecnologia della produzione e l’applicazione di innovazioni. Solo le economie che aumentano sempre di piu’ la produttivita’ del lavoro possono rivendicare una posizione internazionale migliore e una competitivita’ maggiore. E bisogna prima di tutto un invistimento serio al lavoro vero e proprio e al suo sviluppo continuo in forma di retribuzioni, di specializzazione e di valorizazzione, per esser realizzato questo. In questo appunto si trova la chiave della competittivita’.

La competitivita’ e’ definita dalla produttivita’ con la quale un’economia nazionale utilizza le risorse umane, dei capitali, e quelle risorse fisiche. Per comprendere la competitivita’, l’inizio potrebbe esser effettuato con le risorse oggettive che possano assicurare il benessere di un’economia. Il tenore della vita di un paese e’ definito dalla produttivita’ della sua economia, la quale si misura in base del valore dei merci e dei servizi prodotti in base delle risorse che dispone. La produttivita’ dipende sia dal valore dei prodotti e i servizi che produce l’economia – che si misura in base del costo che possono avere ai mercati aperti – e dall’efficacia con la quale si producono. La produttivita’ dipende inoltre dalla capacita’ di un’economia di attivare le risorse umane in disposizione.

La competitivita’ vera e propria e’ proporzionale alla produttivita’. La produttivita’ permette ad un’economia di sostenere stipendi alti e retribuzioni sociali, rendimenti di capitale che siano attraenti e una moneta stabile – e insieme, un livello di vita alto. Cio’ che importa di piu’ non sono solo le importazioni o l’estroversione dell’economia come ci hanno ingannato, ma la natura e la produttivita’ delle attivita’ imprenditoriali che fanno parte in un’economia specifica. Industrie semplicemente locali e attivita’ economiche senza un orientamento che mira alle esportazioni aiutano anche esse la competitivita’, perche’ la propria produttivita’ non ha solo un ruolo importante al livello dei costi dei salari, ma in piu’ ha un effetto importante nel costo dell’attivita’ imprenditoriale in genere, ma anche nel costo della vita di un paese

Quasi tutto e’ importante per la competitivita’. Il livello delle scuole e in genere dell’istruzione e dell’educazione e’ importante, lo sviluppo della ricerca di un paese, la situazione delle reti di comunicazione e dei trasporti, l’esistenza di infrastrutture, il modello del consumo di un’economia, l’esistenza di un progetto e di una pianificazione generale per il valorizzare delle risorse disponibili, la disponibilita’ di finanziamento senza gli effetti indesiderati del debito e della dipendenza dall’estero siano molto importanti. Queste condizioni ed altre che consistono un’economia nazionale sono radicate nell’organizzazione politica, negli uomini e nella cultura di un paese. Questo dato di fatto rende il miglioramento della competitivita’ una sfida particolare, perche’ non esiste una politica unica, o un passo in avanti tale che possa creare la competitivita’, ma perlopiu’ molti cambiamenti in vari settori della societa’ che pero’ bisogna tempo per essere effettuati. «Il miglioramento della competitivita’ e’ una maratona e non uno sprint», affermano gli economisti seri e non ne hanno torto.

Una delle sfide maggiori dell’economia sarebbe come creare e poi mantenere la dinamica per il miglioramento della competitivita’. E questo appunto non si effettua con delle svalutazioni della moneta, pur con la migliore pianificazione, o pur con le migliori intenzioni. Bisogna un cambiamento radicale dei termini della funzione dell’economia. Bisogna schiacciare il controllo di carattere oligopolio e monopolio del mercato interno ed esterno dell’economia greca. Solo il colpire dei cartelli nel settore del commercio all’ingrosso e al dettaglio potrebbe far abbassare i prezzi fino al 45% nel mercato nostrano, aumentando i guadagni dei produttori piccoli e medi fornendogli con l’incentivo per aumentare la loro produttivita’. Solo in questo modo si potrebbe dare un impulso anche alle esportazioni a spese del mercato interno.

Lo sviluppo dell’industria del turismo che aiuterebbe la produzione nostrana e in base alla domanda turistica interna che l’assicurano le capacita’ della popolazione nostrana (basate sul reddito e sul tempo libero) per divertimento e turismo, assicura prezzi piu’ bassi e qualita’ maggiore dei servizi turistici e per la domanda internazionale turistica. Inoltre gli accordi transnazionali di carattere programmatico possono migliorare in modo radicale le condizioni delle relazioni economiche internazionali, assicurando prezzi competitivi tanto per le importazioni necessarie quanto per le esportazioni del paese.

Con questi esempi si vuole sottolineare che se dovrebbe allontanarsi dalle logiche del passato che affermano che con la svalutazione della moneta si fara’ un primo passo in avanti che riguardi la competitivita’. Qualcosa che non e’ vero! Tale problematica puo’ bloccare l’economia in una logica di prodotti e di manodopera a basso costo al fine di diventare il nostro paese “competitivo”. La vecchia dracma ha servito questa logica e ha dipeso la competitivita’ dell’economia greca soprtatutto dall’attirare capitali e tecnologie dall’estero. Questa logica ci ha portato ad un degrado continuo della produzione, legato sempre ai salari e agli stipendi. Non dobbiamo tornare a tali logiche.

Vogliamo un’economia che promuova l’innovazione e il progresso tecnologico nel contesto di un’economia basata sulle proprie forze. La Grecia puo’ ottenerlo? Ma certo! Basta un piano ben organizzato del progresso della ricerca scientifica e tecnologica, le infrastrutture adatte sul campo dell’educazione e della ricerca che consistono una pretesa continua degli scienziati del Paese, redditi alti per il personale scientifico e tecnologico, specialmente per quelle specializzazioni che vogliamo sviluppare per prime come economia e naturalmente una rete internazionale che unisca la ricerca nostrana con la ricerca di tutto il mondo.

La Grecia dispone tutti i requisiti per diventare il centro del tentativo scientifico e di ricerca universalmente basta pensare che il suo caratteristico dato dalla comunita’ scientifica internazionale come “laboratorio geofisico della natura”, che dispone infrastrutture eccezionali per lo sviluppo di tecnologie d’avanguardia ai metodi dello sviluppo agricoltorio in convivvenza – se possible – con l’ambiente, che puo’ essere il “safe heaven” per l’informattica con lo sviluppo libero di un software a sorgente aperta e una sicura prestazione di servizi, che gia’ dispone la forza scientifica che ha pensato una serie di innovazioni meccaniche, chimiche, biochimiche e altre applicazioni ma purtroppo questi brevetti non trovano nessun riscontro. Assicurando un ambiente amichevole per il progresso scientifico, redditi alti, e uno stato che si interessi del R&D (Research & Development), allora potremmo avere un’economia di alta produttivita’. Inoltre, come dicono molti ed hanno ragione, la forza basilare della produzione della moderna economia mondiale e’ il sapere.

Questo deve essere il nostro orientamento fino dal primo momento. Cosi cio’ che ci darebbe un uno spunto maggiore anche alla competitivita’ non e’ appunto la svalutazione di una nuona moneta sovrana, ma il cambiamento radicale delle condizioni dell’economia. Non dobbiamo dimenticare che bisogneranno almeno 6 mesi fino ad essere in grado di introdurre la nuova moneta sovrana. L’ultima cosa della quale si deve preoccuparsi e’ la parita’ della nuova moneta sovrana. Nessuno sa se ci sara’ l’euro dopo questo periodo transitorio per stabilire la parita’ della nuova moneta, non si sa se converra’ stabilire la parita’ anche se esistera’ l’euro e ci sara’ in questi livelli di cambio.

Nel periodo transitorio bisognerebbe prendere immediatamente alcune misure:
1. Nazionalizzare della Banca della Grecia e di alcune banche private che hanno assorbito la maggiore liquidita’ dall’eurosistema. Perche’ questo? Per lasciare il sistema bancario fallire con sicurezza per i depositi bancari e l’economia del Paese. Con la bancarotta potra’ esser ristrutturato dall’inizio senza gli obblighi verso l’estero, ma anche con la cancellazione dei debiti che hanno verso gli stranieri le famiglie e piccole e medie imprese.

2. Restauro dei danni subiti i redditi degli stipendiati, salariati, e i pensionati dall’inizio dei Memorandum e fornire gli stipendi e le pensioni ai livelli prima del 5 maggio del 2010. Questo si fara’ con l’uso di moneta elettronica per le banche che si troveranno sotto il controllo pubblico con il rinforzo allo stesso tempo e ai per i piccoli e medi imprenditori con dei prestiti sovvenzionati di capitale operativo.

3. Imposizione di controllo al movimento dei capitali. Con questo modo si smettera’ il dissanguamento che affligge l’economia greca e le priva risorse economiche importantissime. Con le banche nazionalizzate si smettera’ anche il lavaggio del denaro nero di cui e’ famoso universalmente il sistema bancario greco. Il controllo del movimento dei capitali si fa facilmente dal momento che si controlla il sistema bancario e impone tassazione selettiva dei capitali che vanno all’estero o entrano dentro. Profitto senza tassazione, dividendi, interessi e investimenti in strumenti finanziari all’estero, tutto finito! Inoltre a tutti i capitali introdotti dall’estero per speculare con l’acquisizione di immobili sara’ imposta tassazione altissima, mentre per i capitali riguardati gli investimenti all’economia vera offrendo nuovi posti di lavoro stabile, stipendi sicuri, nuove tecnologie, valore aggiunto alla produzione ecc, il loro trattamento dunque deve essere favorevole.

4. Divieto di tutti i licenziamenti e ricorso a stato di fallimento nel settore privato. Se si tratta di un’impresa piccola, un professionista libero o un produttore, lo stato dovra’ assicurargli di non fallire contribuendo attraverso garanzie e finanziamento agevolato. Se si tratta di un’impresa grande e sopratutto di una multinazionale, dovra’ esistere la possibilita’ da parte dei lavoratori e degli operai amministrare queste imprese con il sostegno dello stato. Allo stesso tempo dovranno esser imposti diritti dei lavoratori stabili e sicuri al fine di impedire la disoccupazione, sopratutto dei giovani.

5. Intervento immediato al saldo con l’estero per prodotti e servizi. Fino la normalizzazione della situazione dell’economia per promuovere la produttivita’ sostituendo gradualmente le importazioni con produzione interna, lo Stato assicurera’ con la riduzione rigorosa delle importazioni che non sono assolutamente necessarie per la funzione normale dell’economia e i bisogni della societa. Imponera’ allo stesso tempo un competitivo protenzionismo selettivo che si basera’ al divieto di ogni importazione prima di esser esaurita la produzione interna, mentre poi il prodotto che sara’ impotato dovra’ essere almeno della stessa qualita’ con il prodotto equivalente che viene prodotto in Grecia. Solo in questo modo puo’ aversi compettitivita in condizioni paritarie.

6. Nel frattempo finche’ la nuova moneta sovrana venga adottata, bisognera’ rafforzare i disponibili finanziari del Paese dai 5,5 miliardi di euro che oggi costituiscono l’oro monetario in disposizione, con il doppio, almeno. Questo puo’ esser realizzato con il congelamento dell’oro privato che esiste nelle banche e nei grossi gruppi imprenditoriali, nostrani e stranieri, ma anche con il ritiro della circolazione monetaria delle monete di euro e delle altre monete forti, come i dollari. Qualcosa che si fa facilmente, a condizione che sara’ stato nazionalizzato il sistema bancario e sara’ stato imposto nelle transazioni interne la moneta elettronica attraverso le banche.

Naturalmente la soluzione alternattiva a tutto cio’ e’ il riavvio della produzione greca e degli investimenti. Questo potra’ diventare da una parte, con la disposizione stanziamenti aperti per chi si occupa o desidera investire alla produzione con il criterio il valore aggiunto e posti del lavoro stabile che producono e d’altra parte, un programma ampliato di investimenti pubblici alle infrastrutture produttive dell’economia greca libero dagli strozzini nostrani o stranieri. Tutto cio’ dara’ una spinta all’economia, tale che quando sara’ introdotta la nuova moneta sovrana poter esser stabile e acquistare una parita’ senza problemi gravi.

Per altro la parita’ della moneta sovrana non sara’ lasciata ad essere stabilita dai mercati valutari. L’ accesso di essa da parte degli investitori internazionali di monete sara’ estremamente limitato, dato che il diritto dell’emissione della moneta lo disporra’ solo lo stato, mentre l’operazione della moneta all’estero dipendera’ dalla nazionalizzata Banca della Grecia. D’altra parte gli scambi con l’estero saranno determinate con parita’ non dipendenti dalle monete degli altri paesi, come il dollaro, e l’euro (se esistera’) da un sacco di altre monete di altri paesi con i quali sviluppiamo piu’ veloce relazioni commerciali. Infine la cosa che determina il valore di una moneta nel mercato internazionale e’ sempre la produttivita’ che dimostra l’economia dove appartiene.
In tal modo si assicura dal primo momento una spinta vera e propria alla produzione interna che e’ l’unica che potrebbe rendere l’economia competitiva con l’aumento del potere d’acquisto della popolazione e il callo verticale dei prezzi che la loro altezza si deve dal controllo dei monopoli dei mercati interni o esterni del Paese e dei cartelli nostrani o stranieri e degli altri circuiti economico-politici di interesse imprenditoriale.

Dimitris Kazakis

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