I ‘salvatori’ hanno affondato la Grecia – Da Monia Benini

nave che affonda

Una nave affonda nel Peloponneso (flickr.com/photos/goingape)

“Le società europee solitamente ritengono che le crisi umanitarie possono avere luogo solo in seguito a disastri, epidemie, guerre o conflitti civili. Sembra invece fuori discussione il fatto che una simile crisi possa avvenire in una paese europeo, in particolare se questo è membro dell’Unione Europea”.

Comincia così l’articolo pubblicato dal Guardian che parla della situazione greca. Nel testo si fa chiaro riferimento a una situazione insostenibile: Nikitas Kanakis, a capo della maggiore ONG operante in Grecia Médecins du Monde, riferisce di una lettera formale con richiesta di intervento all’ONU per il disastro umanitario. Gli stessi greci ormai da diversi mesi denunciano condizioni di vita peggiori addirittura al regime dei colonnelli o all’occupazione straniera.

In un paese che spreme sino al midollo i propri cittadini su indicazione dei ‘salvatori’ europei e internazionali, si decidono misure fuori da ogni logica. Come testimonia Nikos Kleitsikas, scrittore ateniese, il quale racconta che l’11 febbraio si è deciso che “gli studenti di liceo e i giovani disoccupati che vivono con le loro famiglie, devono comunque fare la dichiarazione dei redditi e se non dimostrano di avere ricevute per almeno 3000 euro di spese, saranno tassati come evasori. 
Assalti ai supermercati, persone affamate in cerca di cibo, studenti che svengono nelle aule perchè denutriti, famiglie che arrivano ad abbandonare i figli in istituti pur di garantire loro un posto al riparo e un pasto. Decine di migliaia di persone senza casa, perché divorata dalle banche; un numero enorme (centinaia e centinaia di migliaia) di licenziati; tagli a salari stipendi e pensioni, con redditi insufficienti a garantire la sopravvivenza e con una disoccupazione elevatissima (quella giovanile è oltre il 57%). Milioni di persone in coda durante l’anno per accedere alle cure sanitarie delle ONG (secondo stime ufficiali, il 60% della popolazione nel 2012). Oltre l’11% della popolazione (più di 1 milione e 200 mila su 11 milioni circa di abitanti) vive nella miseria più assoluta.
E’ la Grecia priva di democrazia, la Grecia dove possiamo vedere il montiano ‘successo’ dell’euro. E ce la descrive molto bene l’ex ambasciatore greco in Canada, Leonidas Chrysanthopoulos, in un’intervista pubblicata lo scorso 17 dicembre sul Millstone.
“Non esiste più democrazia in Grecia.” ammette Chrysanthopoulos, che spiega poi il livello incredibile a cui si è arrivati: “Il governo greco ha recentemente siglato un accordo con la compagnia che è succeduta alla Blackwater (collegata a Cheney e già nota per le vicende della guerra in Iraq), per assoldare mercenari per la protezione del parlamento ellenico.”
Anche i media sono tenuti rigorosamente sotto controllo (il caso di Costas Vaxevanis collegato alla lista Lagarde era già emblematico) e l’ex ambasciatore spiega che : “sono state emesse delle linee guida su ciò che può essere detto e tollerato e ciò che non lo è. I giornalisti che non vi si adeguano sono molestati da agenti governativi o arrestati. Un giornalista è stato licenziato in tronco dalla tv di stato per aver mostrato il Primo Ministro fischiato in occasione delle celebrazioni del 28 ottobre.”
Questa è la Grecia salvata dalla troika. Banca Centrale Europea, Commissione Europea e Fondo Monetario Internazionale hanno imposto al paese una serie di misure e provvedimenti che hanno raso al suolo il paese e devastato la Grecia con una guerra senza armi convenzionali, ma con vittime in carne e ossa.

source: http://testelibere.it

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