Proposte del segretario generale della segreteria politica del Consiglio di Coordinamento Nazionale per il 2 ° Congresso Ordinario di EPAM

Ο Καζάκης εξηγεί πολύ απλά το παγκόσμιο παιγνίδι της πλανητικής οικονομίας. Ποιοί και γιατί επιδιώκουν την εξαφάνιση των κρατών-εθνών και την μετατροπή των λαών σε πληθυσμιακές ομάδες

Dimitris Kasakis spiega molto semplicemente il gioco globale del economia planetariα. Chi sono e perché cercano di far scomparire gli Stati-Nazioni e la conversione dei popoli in gruppi di popolanti.

Care amiche e  amici, compagne e compagni

1. Tre anni sottoposti al memorandum e all’occupazione coloniale. Tre anni di brutale attacco al popolo greco. Tre anni in cui le peggiori previsioni e scenari vengono confermati ogni giorno nel modo peggiore possibile. Tre anni di collasso e declino generale in tutti i settori della società greca ed economia. Non siamo in un periodo in cui è più o meno regolare l’evoluzione del gioco politico e la situazione nella società. E non siamo, mettiamola cosi, in un periodo anormale soltanto per la Grecia.

2. Siamo, in generale, in un riassetto globale con drammatici aspetti e dimensioni. Nessuno può comprendere ciò che sta accadendo in Grecia, se non comprenderà per prima in che fase stiamo globalmente, ovvero come sta cambiando l’architettura del sistema globale dei mercati.

3. E ‘importante vedere che cosa sta accadendo, dove ci troviamo ora. L’economia mondiale è sotto il dominio dei mercati finanziari. Si stima che le attività finanziarie a livello mondiale nel 2012 sono pari a 225 miliardi di dollari, cioè più del 312% del PIL mondiale. Questi includono la capitalizzazione di borsa, e inoltre le varie forme di debito, come i titoli di Stato, obbligazioni bancarie, obbligazioni societarie e prestiti. Oggi i mercati finanziari sono più dipendenti dal debito. Nel 2007, l’anno in cui i capitali hanno mostrato un record storico, il debito totale è stato al 69%, mentre nel 2012 la somma delle attività finanziarie globali ha superato quello del 2007, il debito ha raggiunto il 78% del capitale totale.

4. In altre parole, oggi l’economia globale dipende molto di più dal movimento del debito in relazione alla situazione poco prima del crollo del 2008. Allo stesso tempo, gli investimenti diretti globali restano del 25% di meno rispetto al livello massimo registrato appena prima del crollo del 2008. Mentre le obbligazioni societarie in movimento sui mercati internazionali si sono ridotti del 20% in quanto al crollo del mercato nel 2008.

5. Questi dati suggeriscono che il profondo squilibrio tra l’economia reale e quella fittizia, cioè quella dei mercati finanziari e di titoli, che si trova alla base della crisi globale e del crollo del mercato globale avvenuto nell’autunno del 2008, continua ad approfondirsci con conseguenze imprevedibili. E non solo questo. Oggi l’economia globale è più dipendente dal volume del debito pubblico e privato, rispetto al periodo appena prima del crollo del 2008. Oggi,i mercati globali dei capitali i e il loro personale internazionale vivono nel terrore di un inaspettata liquidazione di titoli la quale potrebbe innescare un nuovo grande crollo ancora più grande di quello del 2008. Per evitare tutto questo si dovrà fornire i mercati finanziari con nuove opportunità di profitto con nuove opportunità di collocamenti speculativi di ​​titoli di debito e derivati. Per fare ciò in circostanze in cui l’espansione dell’economia reale in termini di investimento e di consumo non riesce a seguire l’espansione del mercato dei capitali e di denaro fittizio dovrebbe imporre un nuovo regime globale ancora più aperto agli speculatori, ancora più devastante per la comunità lavorativa.

6. Quindi abbiamo la  transizione verso una nuova economia globale. Non e’  la globalizzazione dell’economia mondiale. Sta andando velocemente verso una situazione, chiamata da loro, l’economia globale. Ma che cosa è questa economia globale? ‘E la possibilità di liquidazione di  tutti i paesi, tutte le nazioni, l’insieme  dei popoli, nel vortice dell’economia globale ma soprattutto in vantaggio dei principali  mercati internazionali.

7. Se la globalizzazione è stata come un ariete per far aprire le frontiere nazionali alla libera circolazione dei capitali, per catalizzare in  gran parte  i quadri  nazionali  di regole e di controllo, per aprire i mercati e far rispettare la dottrina della crescita verso l’esterno, l’economia globale è il crollo  di qualsiasi idea di costruzione nazionale nell’economia, nella società e nella politica. Si tratta della convalidazione del ruolo dell’individuo privato nella vita economica e politica globale. Abolisce il concetto di società, non solo a livello di stato o di regione che ha avuto finora, ma a livello globale. Non ci saranno società, ne stati, ne popoli. Ci saranno privati  la  cui  personalità giuridica sara’  identica, sia se si tratta di un investitore istituzionale , che gioca con obbligazioni e derivati ​​nel mercato internazionale, sia di un imprenditore o di una persona cui  l’unica cosa che ha da dare al mercato è la sua forza lavorativa .

8. Tutti questi privati agiscono in termini convenzionali di mercato e come cittadini del mondo. L’unica cosa che li caratterizza è la possibilità di contratti privati. Il privato come imprenditore della sua forza lavorativa non fa altro che un accordo con quello  che impieghera’  la sua forza-lavoro.  Lo stesso accade con il creditore  verso il debitore, con l’investitore istituzionale con l’acquirente o il broker di obbligazioni e derivati. In questa direzione si sta muovendo l’economia globale la quale comprende la società come un insieme di individui a livello mondiale che cercano il loro bene privato. Sia come nomadi della ricchezza, sia come nomadi della povertà.

9. Il concetto stesso del diritto di proprietà come nasce tradizionalmente, che ha a che fare con reali  rapporti di proprietà, occupazione, possesso  e’  gia’  superato. La stessa proprietà acquista una natura immateriale, diventa  un valore mobile che si esprime attraverso i titoli, sia che essi siano sotto forma di titolo di credito o titoli di mercato o di capitale fittizio o denaro. Tutto si riduce  a  liquidita’.  E non solo il capitale tradizionale, ma l’insieme della ricchezza che produce tradizionalmente la società : reddito, mezzi di produzione, mezzi di consumo, il modo in cui si possono sfruttare le ricchezze naturali. Tutto si trasforma in capitale e in forma di titoli che possono passare da mano in mano sul mercato. Questa è l’economia globale.

10. Chi regola questa economia globale? I meccanismi sovranazionali e le istituzioni in combinazione con i più potenti fattori repressivi statali. In pratica che cosa significa ? Significa un cambiamento drastico del concetto di sovranità. La sovranità  riguardava sempre chi ha il potere supremo sociale, chi ha il diritto di far rispettare la sua volontà su una certa estensione spaziale, cioe’ su un luogo  e una  popolazione permanente. Storicamente le nazioni, cioe’  i popoli nella loro storia hanno rivendicato con lotte e sangue  il diritto di esercitare la sovranità nel  loro luogo, in  quello che chiamano  patria. Questo fatto caratterizza tutte le lotte sociali per la democrazia e la libertà. Grazie alla affermazione della sovranità da parte del  popolo   nella sua terra, contro i tiranni locali e stranieri, i concetti stessi di democrazia e di libertà hanno cessato di essere idee astratte interpretate in vari modi. Hanno  preso carne e ossa, hanno guadagnato la cittadinanza e soggetto collettivo, il popolo.

11. La battaglia dei mercati contro la sovranità nazionale e popolare ha cambiato molte forme storicamente. Dal vecchio colonialismo al neo-colonialismo dei debiti e della dipendenza multipla. Oggi, però, perde il terreno sotto i suoi piedi. Non si dissolve ne’  viene limitata. Semplicemente sta sparendo. La sovranità perduta a livello nazionale non passa ad una nuova entità. Viene consegnata a organismi senza volto, è impersonale: la NATO, la Banca Mondiale, le Nazioni Unite e  l’Unione Europea, che  insieme alla zona euro si trova in prima linea in un mondo che sta cambiando, puntando su un futuro di principi e principati senza sovranità.

12. La nuova entità è senza volto e chi hanno le redini in mano ne’  si vedono ne’  vengono eletti. I vecchi federalisti, cioe i tifosi della federazione, credevano che rimuovendo dagli Stati la sovranità nazionale, la trasferivano ad un livello superiore. La verità è che il trasferimento della sovranità a entità senza volto la farà  scomparire. Sotto di essa non  ci saranno piu’ sovranità specifiche e identificate. Al loro posto ci saranno  tantissime autorità a diversi livelli, ognuna dei quali fa capo a diversi interessi acquisiti. Questi livelli includono campi di potenza non specificati che sono condivisi con altre autorità.

13. Lo stesso concetto di popolo viene abolito e senza la sovranità nazionale la quale viene praticata in un preciso spazio e luogo, viene perso ogni senso dei diritti collettivi e sociali. I popoli si trasformano in gruppi di squadre, rappresentate da determinati interessi, comunemente lobby per il distacco di concessioni e di politici dalle autorità sovranazionali e da enti che esercitano gia’ una dominazione  impersonale. Si tratta di una sovrastruttura politica ideale nell’ economia globale che stanno preparando.

14. Oggi lo stiamo vedendo questo processo mentre progredisce nell’Unione europea e la zona euro. Il nome ufficiale e’ la  Federazione di Stati nazionali europei. Naturalmente gli stati nazionali all’interno di una federazione non possono esistere  se non come un fantasma. Questo è anche il modo in cui si è creata l’Europa: attraverso la creazione di organizzazioni comunitarie senza dare l’impressione ai popoli che sono subordinati ad un’autorità superiore a quella dei parlamenti e dei governi nazionali. Così sono nate le istituzioni europee come  Istituzioni sovranazionali. E’ stato una specie di invisibile bomba atomica contro la sovranità nazionale dei popoli.

15. Con la Federazione Europea sι dissolve la sovranità nazionale e viene sostituita dal neologismo- annunciato dal Barroso, di ” sovranità collettiva”. In altre parole, tutto ciò che appartiene alla Federazione europea, sia il territorio, l’aria, tangibili e non tangibili valori, sono sotto occupazione collettiva europea, cioè appartengono a tutti i cittadini europei. Cio’ che e’ sotto l’occupazione collettiva sara’  possesso del più forte. Quindi di chi ha più mezzi per imporre le cose.

16. Per questo motivo viene eliminato il concetto stesso di “sovranità nazionale”  che contiene regole di diritto  che cercano di bilanciare l’eguaglianza formale e l’egualitarismo  con la disuguaglianza reale. I poveri con  i  ricchi potrebbero avere un’ uguaglianza formale ed egualitarismo , ma non è reale. I sistemi giuridici nazionali hanno sempre riflesso  le  correlazioni tra il povero e il ricco, tra il debole e il forte, a seconda delle lotte sociali che sono state date per la democrazia e la libertà.

17. Con la questione della Federazione Europea, lo stesso concetto di equilibrio attraverso le norme di diritto, che non e’ stato mai raggiunto  ma che esisteva  anche se  formalmente,  e’ stato abrogato. Non si può avere  protezione sociale o qualunque altro tipo di essa. Lo stesso concetto di democrazia scompare. In effetti, fra un po’ – probabilmente dopo le euro-elezioni del 2014 – saranno vietati i partiti politici nazionali, vale a dire le forze politiche che non appartengono ad un partito europeo non potranno avere dei candidati nel loro paese, se non appartengono ad un partito europeo con candidati anche in altri paesi. In questo modo, ha detto Barroso, -si confronteranno  i nazionalisti e i populisti.

18. Al Sig. Barroso non  da’  fastidio la destra o la sinistra ne’  l’estrema destra ne’  l’ estrema sinistra,  basta solo che siano Europee, vale a dire  essere fedeli all’ideologia di regime europea che distrugge  la sovranità nazionale. Questo perché, essendo un vecchio colonialista conosce molto bene che la democrazia, perfino  la rivoluzione, se non possono nascere in un territorio nazionale con il  supporto della lotta del popolo per la sua indipendenza e autonomia, non sono altro che parole vuote che potrebbero ben giustificare anche la peggiore forma di assolutismo. Ad esempio nell’Unione Europea che stavano costruendo gl i  S S all’epoca dell’occupazione nazista, in cui alcuni hanno visto maturare le condizioni della rivoluzione socialista mondiale. Lo stesso vale per oggi. Bisogna in ogni modo che il patriottismo del popolo vada in  frantumi  per fare prevalere la più brutale autocrazia che si sia mai vista  in Europa dopo l’epoca nazista.

19. Questo è il corso che hanno prescritto. Naturalmente niente di questo  sarà fatto senza problemi. Al di là della materia esplosiva che si sta accumulando con ritmi crescenti nell’ economia mondiale, anche la zona euro sta scivolando nel baratro con ritmi quasi zero o addirittura negativi anche per la Germania. Tutto ciò attiverà rivalità, guerre economiche, cannibalismo,  addirittura anche crac.  Non ci sarà alcuna spaccatura nell’economia mondiale e nella politica senza grandi terremoti nei prossimi mesi. Senza precedenti. Sulla base dei dati, abbiamo due tendenze opposte che stanno nascendo da questi sviluppi.

20. La prima tendenza è, quanto piu’  vanno avanti  le procedure dell’appianatoio dei mercati con scopo  la cosiddetta economia globale, tanto  più incontrollabile e spietata sara’  la concorrenza nei  livelli  alti del sistema, per il dominio del mondo, la ridistribuzione delle sfere d’influenza, cioe dei modi delle quote di mercato. E in effetti, tanto piu spietata  e implacabile diventera’  la concorrenza, tanto piu  aumentera’  la probabilità di una guerra generalizzata a livello internazionale, anche nel cuore dell’Europa.

21. Ovviamente, la guerra non  necessariamente deve  avere il carattere di competizione mondiale che storicamente abbiamo conosciuto, essendo  lo  Stato protagonista dei sviluppi. Oggi, lo Stato non è il protagonista degli sviluppi, ma le forze internazionali del mercato, come ci dicono spesso. Quindi le guerre possono essere realizzate con nuovi termini, termini di guerra civile, scontri religiosi, società disciolte come lo stiamo vedendo  mondialmente.

22. Perché stiamo dicendo tutto questo? Perché è già iniziato lo scontro  a livello internazionale. Solo che non c’è un confronto diretto tra i poli di potenza, ma avviene con le pedine. E ‘la prima, anzi la seconda più grande  escalation di fuochi di guerra  che abbiamo sul pianeta dopo l’era post-sovietica, nei fatti dopo  la 2a guerra mondiale.

23. La seconda tendenza è che rinascera’,  sotto questi sviluppi, la questione nazionale per i popoli, tutti i popoli i quali si trasformeranno in servi dei mercati internazionali. E se la questione nazionale per i popoli non verra sostenuta, sulla base della democrazia in termini di rivoluzione sociale, è certo che verano generate guerre etniche e religiose, anche a livello europeo. La questione nazionale rinascera’  in Europa, anche con termini del 17 ° secolo, cioe’  in termini della Guerra dei Trent’anni. Il percorsso di integrazione della Federazione Europea sarà necessariamente combinato con scontri  civili, con  movimenti  separatisti attraverso migrazioni di popolazione, con la fine degli Stati, con esplosioni di guerre, ma anche con grandi rivolte sociali.

24 .E qui, naturalmente, gioca un ruolo di primo piano come  i movimenti popolari reagiranno mettendo in evidenza la questione nazionale nel territorio della repubblica, reclamando la loro condizione con il modo in cui la gente ha sempre sostenuto la loro patria da ogni minaccia interna ed esterna. In caso contrario, lo  schiacciamento dei popoli porterà all’ esaltamento di movimenti religiosi e disordini etnici anche nel cuore dell’Unione europea.

Μετάφραση : Ζωή Κυριαζοπούλου και Graziella Zarino

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