2 domande e 2 risposte di Dimitris Kazakis sulla moneta sovrana

LA POSIZIONE INIZIALE  DI DIMITRIS  KAZAKIS AL 4o DIBATTITO TRA  ECONOMISTI CHE SI E’  SVOLTO  NEL  GRUPPO DI FACEBOOK  “BANDA DELLA DRACMA”

http://www.facebook.com/groups/symmoriadraxmis/

A) Sentiamo continuamente dai media, dai politici e da diversi economisti  quale male accadrebbe se uscissimo dall’euro…  evitano pero’  di rispondere alla nostra domanda: “Che cosa accadrà nel futuro prossimo, rimanendo nell’euro e seguendo queste politiche? ”

B) Nello stesso tempo parecchi cittadini sostengono che la questione non è tanto la moneta ma il soggetto politico che metterà in atto le varie decisioni prese..in altre parole credono che sia con l’euro che con la dracma, se avremo politici “bravi” si trovera’ la via d’uscita … ma se saranno “meno bravi” saremo finiti

Vorremo la vostra opinione sulle suddette  domande – problematiche …

Domanda A: Immaginare che cosa accadrà se rimarremo in euro non e’ difficile . Stiamo già sperimentando tutte le conseguenze disastrose sia come economia che come società, anche se la propaganda sull’euro dice il contrario cioè che il disastro avverrà se ritorneremo alla moneta nazionale. Tra poco non ci sarà più un potere d’acquisto sufficiente neanche per la benzina. Ufficialmente la disoccupazione supererà il 30% entro l’autunno del 2013. Entro la primavera di quest’anno sarà diventato un problema spinoso che già adesso condiziona  il regolare pagamento delle pensioni. Contemporaneamente il debito privato galoppa sia nei riguardi delle banche che dello Stato (Fisco). Il 60% della popolazione non può più pagare neanche gli obblighi più elementari e rischia di perdere tutto. E’ prigioniera delle scelte del governo collaborazionista.

La popolazione che sarà ufficialmente sotto la soglia di povertà, raggiungerà o addirittura supererà il 60% entro la fine dell’anno. Da questo, un 30% sarà in una tale condizione di miseria che sopravvivrà attraverso i buoni pasto o dalla strada. Il tasso di mortalità della popolazione greca supererà tutti i record precedenti storici dal periodo della 2a guerra mondiale, mentre il tasso di natalità raggiungerà il record  piu’ basso di tutto il periodo del dopoguerra. Già  il 2012 è stato l’anno peggiore in termini di aumento della mortalità della popolazione e di calo dei tassi di natalità in Grecia dopo il periodo della guerra civile. Allo stesso tempo una grande massa di gente comincia a vivere per la strada. Oltre a 480.000 persone vivono per strada solo ad Atene insieme a  200.000 bambini.

Le previsioni dicono che nei prossimi mesi, la cosiddetta “crisi umanitaria”  avra’ dimensioni tali che già i funzionari dell’Unione Europea si stano preparando per finanziare buoni pasto di massa in Grecia per più di un milione di beneficiari. Un’altra conquista dell’euro: rivivere sia noi che i nostri figli i tempi memorabili dell’UNRRA (organizzazione delle Nazioni Unite) dopo la guerra civile.

Allo stesso tempo, viene rafforzata dalle stesse autorità dell’eurozona, la migrazione della manodopera più qualificata della Grecia , ma anche quella degli altri paesi in fallimento. La Germania e secondariamente la Francia affrontano il deficit di lavoratori qualificati, che la crisi lascia indietro,  e la migrazione dei loro lavoratori altamente qualificati  fuori della zona euro, rafforzando queste lacune con la manodopera specializzata proveniente dalla Grecia e di altri paesi del sud. In questo modo deprimono ulteriormente i salari e i rapporti di lavoro già rovinati nella loro economia.

La situazione in Grecia non migliorerà neanche a livello di numeri. Il fallimento spazzerà via prima o poi tutti i paesi dell’euro. Insieme anche la Germania. Non è un caso che tutti gli indici del debito (privato e pubblico) della zona euro sono in rapido aumento. Per far sopravvivere le grandi e forti economie e per prima quella della Germania, hanno adottato una politica di assimilazione violenta di tutti i beni utili degli altri Stati membri. In questo modo, soprattutto i tedeschi, cercano di aumentare la loro forza finanziaria per poter sostenere  economicamente il loro debito pubblico e soprattutto quello privato che continua a galoppare. Fino a  quando le loro banche e le loro  imprese possono  saccheggiare  sotto la protezione del governo federale e del personale politico remissivo, i tedeschi sperano di poter essere in grado di conciliare il crescente indebitamento con un facile accesso ai mercati finanziari. A questo serve la politica della federazione europea con la dissoluzione degli stati nazionali, in modo da facilitare l’apertura dei mercati e la svendita del patrimonio (pubblico e privato) di ciascun paese.

A lungo termine è certo che la Federazione Europea porterà a guerre, calamità e rivolte senza precedenti, simili  alla guerra trentennale che ha distrutto l’Europa nel 17 ° secolo. Non ci vorra’ molto perche’  la Grecia sotto il regime dell’euro e nell’ambito delle procedure della Federazione Europea finira’ per  diventare un luogo di rapido declino dove prevalerà la disperazione della popolazione, la divisione del territorio nazionale  a favore dei potenziali investitori, la repressione statale e parastatale a livello di guerra civile, e chiunque non sarà in grado di andare all’estero, vivrà come immigrato nel proprio Paese. Ovviamente tra un po’ non ci sarà più riconosciuta la nazionalità greca e non sarà nostra neppure formalmente, visto che sarà parte della Federazione Europea, e quindi parte della “dominazione collettiva”, come la chiamava Barroso, cioè della proprietà collettiva degli europei. Se non ci sbrighiamo a fare qualcosa,  presto vivremo tutto questo attraverso il rilancio del  neo-feudalesimo e dell’ assolutismo  a livello europeo sotto il dominio delle banche e dei mercati finanziari.

Domanda B: L’euro come moneta comune, dell’unione economica e monetaria, non ha alcuna relazione con la moneta nazionale. L’euro è una moneta privata con l’obbiettivo di rafforzare i movimenti transnazionali dei capitali bancari e degli investitori. Appartiene all’Euro sistema che si trova nelle mani di banchieri privati ​​e investitori al di là di ogni possibile controllo degli Stati e dei popoli. E’ subordinato esclusivamente agli interessi privati ​​dei mercati finanziari e niente altro. Serve soltanto  ai giocatori potenti dei mercati  finanziari internazionali e il suo valore viene determinato dagli scontri  tra le grandi concentrazioni di capitali che sono in cerca di profitto principalmente all’interno e all’esterno della zona euro.

La moneta statale nazionale era la risposta della democrazia, della sovranità popolare contro il monopolio delle banche private nell’emissione di moneta e del credito, in modo da non poter creare denaro dal nulla. La moneta statale nazionale riflette le dinamiche dell’economia nazionale e corrisponde alle transazioni, alla velocità di circolazione del denaro, al reddito e agli investimenti dell’economia nazionale. Cioè corrisponde ai valori reali di produzione di prodotti e servizi in un’economia. A differenza delle monete prodotte dalle banche private con unico scopo il profitto, approfittando delle esigenze di capitali e di denaro dell’economia.

La moneta nazionale è la risposta della democrazia alla monarchia delle banche private e al monopolio neo feudale che esercitano nella disposizione di denaro. Con tante lotte è stata raggiunta l’ introduzione della moneta statale nazionale in molti paesi dopo la seconda guerra mondiale, per poter essere liberate le società dalla dittatura dei banchieri. Nel 1945 è stata nazionalizzata la prima banca centrale al mondo, la Banca d’Inghilterra e da allora e’  arrivata la grande onda della  nascita di monete statali nazionali. Soprattutto in paesi come il nostro, con grandi deficit di sviluppo e di produzione.

Parliamo di tutto questo perche’ l’ introduzione dell’euro  ci  ha riportati secoli indietro. Non solo la Grecia ma tutti i paesi europei che hanno partecipato all’Euro sistema. Con l’euro, il controllo della moneta e la sua emissione e’  ritornata nelle mani dei banchieri privati. Questa volta non solo in un paese ma in tanti in cui è stato imposto un regime di frontiere aperte e di libero scambio di capitali. La BCE ha fin dall’inizio una missione unica che e’ quella  di rimuovere il diritto di emissione degli stati e la sovranità monetaria dei governi. Dal momento in cui è stato introdotto l’euro, chiunque volesse dei soldi, o fondi, avrebbe dovuto andare a chiederli  in prestito dalle banche private, le quali prestavano soldi  a condizioni di mercati internazionali.

Inoltre, l’euro è una moneta di circolazione a valore costante  e cosi mentre esprime perfettamente l’espandersi delle transazioni con debito, non può esprimere le economie. Nessuna delle economie della zona euro, anche quelle più potenti. L’euro è “tagliato e cucito” secondo  i movimenti del capitale ma soprattutto di quel capitale che è destinato ad  essere dato in prestito, nei mercati della zona euro e globalmente. Ecco perché la sua stabilità richiede  grandi volumi di finanziamenti,  grandi mercati del debito, banche ipertrofiche , mercati finanziari e hedge funds (prodotti d’investimento). Con una tale moneta in circolazione nessuna economia può sfuggire dall’indebitamento. Anche quella tedesca, nonostante le enormi eccedenze commerciali. Non è un caso che negli anni dell’euro, l’economia tedesca ha raddoppiato il suo debito nazionale, mentre è salito a livelli senza precedenti il debito privato.

Quando più deficitarie erano le  economie nella zona euro tanto maggiori erano  le opportunità di prendere prestiti e  le banche  di avere  profitti. È’ per questo che hanno scelto di espandere la zona euro nei paesi che hanno enorme bisogno di afflussi di capitali. Quanto  maggiore e’  la dipendenza di un paese dai capitali stranieri, tanto maggiori sono le opportunità per le banche di usurare e speculare  su di essi. Nell’ euro le banche hanno colto l’occasione di trasformare i paesi che prima  erano esportatori e principalmente  economie di capitali, in paesi importatori sotto la pressione di frontiere aperte e di produttività superiori come  soprattutto della Germania.

Τraduzione dal greco : Ζωή Κυριαζοπούλου, Graziella Zarino

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