LA PARTITA FINALE…

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L’inflazione globale e’ iniziata: le elite tremano la rabbia degli ingannati.

Il crollo drammatico delle economie emergenti e’ un segno precursore del collasso del sistema finanziario globale. Lo tsunami del debito avanza. Portera’ all’ “inflazione” di rabbia contro coloro che mirano allo sfruttamento del mondo. La fine sara’ dolorosa, afferma Marc Faber. Christine Laggarde parla di una “crepa nella diga” e del bisogno di creare linee di difesa. Ma gli aggressori sono costretti ad attaccare per diffendersi: milioni di persone cominciano a ribellarsi contro il sistema economico. La situazione sta cambiando.

bastilliLe rivoluzioni si hanno sempre quando i padroni credono – per i popoli – “Che mangino brioche” (leva). La cattura della Bastiglia, 1793, Charles Thevenin.

Gli alchimisti del sistema finanziario globale cominciano a preoccuparsi. Da molti paesi del mondo arrivano segni preoccupanti. Ed arrivano sempre piu’ rapidamente.

La bolla del debito sta per scoppiare.

 

Le conseguenze sono chiare: inflazione e sconvolgimenti sociali.

In misura crescente cominciano a trovarsi in situazione di pressione paesi, che negli anni scorsi sono diventati vittime della  elite speculativa globale. Monete che non hanno piu’ nessun valore: Brasile, Turchia, India, Indonesia, Sud Africa – dappertutto si accelerano le tendenze infanzionistiche.

Il capitale comincia a preoccuparsi. Si ritira dai paesi, in cui si trovava a causa della politica irresponsabile dei tassi di interessi bassi delle banche centrali lasciando dietro problemi sociali sempre piu’ grossi.

L’investitore Μarc Faber in un’analisi molto intelligente ha avvertito di questo sviluppo. Faber spiega che l’emissione di denaro eccesivo non ha avuto come conseguenza l’inflazione negli Stati Uniti o in Europa. A causa delle incontrollabili interconnessioni mondiali l’inflazione e’ stata esportata negli altri paesi. Investitori trascinati dalle banche centrali hanno investito in bolle. Come e’ successo con il boom dell’Internet, la bolla degli immobili e la smania per l’oro, somme enormi sono confluite verso le economie emergenti attraverso prodotti finanziari.

L’idea, in cui si e’ fondata l’industria finanziaria, e’ semplice: non e’ stato prodotto nessun bene o valore con tutto questo denaro. Semplicemente e’ aumentato il valore dei beni patrimoniali. Faber sostiene che il PIL mondiale in un anno equivale alla somma dei prodotti finanziari artificiali versati in una settimana solo nel mercato.

Il risultato: coloro che vivono in una economia reale, non possono farcela piu’. Faber, che vive in Asia, descrive la situazione in Tailanda:  a causa della speculazione delirante, i prezzi degli immobili sono cosi tanto aumentati, che una famiglia tailandese non puo’ piu’ avere una casa. I prezzi degli alimenti sono saliti alle stelle. Per i ricchi non c’e’ alcun problema: se si dispone un milione di dollari all’anno, si spende solo il 3% di questo per l’alimentazione. Se pero’ si guadagnano 1000 dollari all’anno, si spende oltre il 60% per l’alimentazione.

Questo e’ il punto in cui il sistema marcio crolla. Bisogna crollare.

Secondo Faber gli sconvolgimenti in Tunisia, Egitto, Turchia e altrove, erano esclusivamente sociali. Gli uomini si ribellano perche’ non hanno piu’ futuro.

In Europa e negli Stati Uniti l’ondata degli sconvolgimenti e’ per adesso placata, perche’ gli stati danno continuamente soldi per prestazioni sociali, al fine di calmare i cittadini – soldi che non esistono piu’.

Allo stesso tempo la societa’ invecchia – e il pagare delle pensioni agli anziani e’ questione di sopravvivenza per i sistemi. I fondi pensionistici sono molto preoccupati, perche’ sanno che, se il sistema finanziario crollera’, non saranno in grado di versare le pensioni. E cosi cercano l’una bolla dopo l’altra.

Ma presto non ci sara’ da alcuna parte sicurezza.

Perche’ dietro di ogni investimento, di ogni assurdo prodotto finanziario, deve esistere un valore reale: un’impresa, un terreno, una materia prima.

Ma i valori reali non possono andare di pari passo con il livello alto dei valori che ha creato questa strategia suicidaria degli speculatori mondiali.

E adesso gli alchimisti che hanno provocato questo fiasco vogliono mettere di nuovo il genio nella lampada. Questo non si fa.

Il genio e’ uscito della lampada. E’ il demone dei prestiti non garantiti, il tocco della morte del debito mondiale. Il sistema e’ intrappolato.

La guida del FMI Christine Laggarde al suo discorso verso i giocolieri economisti al Jackson Hole ha fatto la Cassandra dicendo che ci sia il pericolo che la diga crollera’. E che bisogna creare linee di difesa per evitare il crollo del sistema.

La crisi alle economie emergenti sta cominciando a essere fuori controllo. Lagaarde ha dichiarato perplessa che il FMI e’ pronto di aiutare i paesi che si trovano in pericolo. Con consigli politici. Con denaro. Pero’ neanche il FMI ha piu’ denaro.

 

E’ stato messo in circolazione molto dal FMI.

Il denaro perde il suo valore dal momento che non esiste nessun valore dietro di questo. E ci troviamo appunto in questa fase.

Percio’ i banchieri centrali, non eletti da nessuno, che non rendono conto a nessuno, questi intrattenitori dell’avidita’ mondiale, cercano a stento di uscire di questa situazione.

Laggarde ha dichiarato che bisogna pian piano finire l’emissione di denaro.

L’ “uscita” come la chiama lei, deve essere controllata. 

 

Laggarde e’ avvocato. Non ha idea di economia.

L’unica cosa che capisce e’ il gioco spietato del potere.

Cosi al suo discorso ha insistito invocando la minaccia ben conosciuta: gli Stati devono reagire tutti insieme. Gli egoismi nazionali devono essere messi da parte davanti all’obiettivo comune – la salvezza del sistema finanziario globale.

Ma gli incantesimi non funzionano.

Per la stragrande maggioranza delle persone il sistema finanziario globale non e’ qualcosa che deve essere salvato.

Anzi: per il 99% degli uomini questo gioco tipo Monopoly, il quale non e’ altro che pedine di plastica che i giocatori spostano avanti ed indietro, e’ di sicuro un disastro.

 

Marc Faber che sembra sempre un po’ strano, sa molto di economia.

In contrasto con Laggarde, egli vede le conseguenze: Il risultato della bolla mondiale del debito sara’ guerra, sconvolgimenti sociali e disastro.

Il crollo incombente delle economie emergenti e’ un segno chiaro che e’ arrivato il tempo della “partita finale”.

Il PIL mondiale, che Faber lo stima circa i 60 trilioni di dollari, equivale al fatturato di una settimana delle banche.

Il denaro che circola non ha nessuna relazione con la realta’.

Se l’India, il Brasile, la Turchia e tutti i paesi che l’industria finanziaria ha finanziato con dei prestiti e con il gioco d’azzardo su questi prestiti, perderanno il loro equilibrio, questo sara’ un segno sicuro che l’industria del settore finanziario non potra’ tenere le persone nel carcere del debito.

Ci sara’ l’esplosione!

Lagaarde continua a parlare di un sistema finanziario interconnesso internamente e sostiene che tutti devono partecipare a questo in modo civile al fine di continuare a guadagnare soldi da valori tanti che non si potra’ mai esistere.

Pero’ ignora il fatto che i cittadini in questi paesi che sono minacciati per primi dal crollo non vogliono piu’ questo sistema.

Ogni politico per quanto sia corrotto e dipendente dalle banche, non possa non capire dallo sviluppo dei procedimenti che adesso e’ una questione di sopravvivenza.

Beppe Grillo ad un’intervista al Business Week ha affermato che l’Italia deve uscire il piu’ presto possible dalla trappola del debito. Che il problema non e’ l’euro, ma il debito. L’economia italiana non puo’ pagare i prestiti ai quali l’ha costretta l’assurdo sistema politico degli investitori finanziari – prestiti che volentieri hanno accettato i politici privi di scrupoli, per rimanere fino le prossime elezioni alla mangiatoia del potere.

Ma ora la mangiatoia si svuota.

E se in India, in Brasile o in Turchia usciranno milioni di persone scendono in strada e sminuzzano il sistema, nessun “meccanismo finanziario” potra’ aiutare, come il FMI vorrebbe mettere in funzione.

La Russia e La Cina seguiranno.

E l’eurozona cedera’ al peso del suo debito. in Germania si e’ notato un aumento importante del tasso d’interesse delle obbligazioni entro un breve periodo di tempo. I titoli di Stato degli Stati Uniti sono gia’ al 2%. Diventa sempre piu’ costoso per i grandi debitori il servizio dei loro debiti.

E cosi non crolleranno solo le dighe nel regno di Madame Lagaarde, ma in breve tempo gli stessi fondamenti dei sistemi sociali dell’Occidente saranno erosi e alla fine andranno a pezzi dalla violenza dell’inondazione del denaro che si richiede per il pagamento dei debiti.

La diga crollera’ e seguira l’inondazione.

Lo tsunami del debito globale.

 

E non puo’ fermarlo ne’ il FMI, ne’ la BCE, neppure la Banca Centrale degli Stati Uniti.

L’inflazione che ora subisce la fermentazione e si gonfia dappertutto non conosce confini nazionali.

Questo e’ l’errore degli alchimisti che vorrebbero tanto vedere il Nuovo Ordine Mondiale: Tutto cio’ che gli oligarchi hanno inventato e che hanno tratto frutti da questo sistema, si volgera’ contro loro in modo imprevedibile.

Marc Faber sostiene che la fine del sistema sta arrivando “o con la Guerra o con il crollo economico”.

Christine Laggarde crede che il crollo, che descrive dettagliatamente al suo discorso al Jackson Hole, potrebbe esser prevenuto con nuovi prestiti, consegnando la sovranita’ nazionale, con sempre piu’ austere misure per I cittadini.

Marc Faber sostiene che la fine sara’ “troppo dolorosa”.

Perche’ questo adesso che subisce la fermentazione e si gonfia e’ l’eccedenza della rabbia di tutti coloro che si sentono truffati e sfruttati, che li hanno ingannati per quanto riguarda il loro futuro, che sono trasformati in schiavi da una piccola elite, la quale fino anche l’ “ultima partita” cerca di convincerli che “lo sviluppo” e’ l’unica soluzione.

Quale sviluppo?

Lo sviluppo della poverta’?

Dello sfruttamento?

Del nulla?

La fina sara’ troppo dolorosa.

(Fonte: http://deutsche-wirtschafts-nachrichten.de)

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