Consolazione al malato finchè non gli esca l’anima

In Grecia si riprende lo sviluppo. Questo titolo acompagna le previsioni della commissione europea e di  Olli Rehn sulla Grecia. In una conferenza stampa tenuta a Strasburgo (25-2) il commissario Filandese ha dichiarato che la commissione rivede al meglio le sue previsioni sul tasso complessivo di sviluppo per il 2014 e prevede un tasso pari a 2,1% per l’eurozona (contro il tasso negativo del 2013) e un tasso pari al 1,5% per l’intera UE. Ha segnalato tuttavia che lo sviluppo dell’UE rimane “fragile”.

Per quanto riguarda la Grecia è previsto un tasso di sviluppo positivo pari a 0,6% entro il 2014, per la prima volta dopo 6 anni di recessione. E nel 2015  il tasso di sviluppo in Grecia arriverà al 2,9% secondo le previsioni della commissione.

Parlando ai giornalisti Oli Ren ha fatto notare che per il 2014 la Grecia ha ottenuto il primo surplus di bilancio dal 1948, (anno dell’introduzione di questa statistica), e ha sottolineato che “si aspetta” di ottenere un avanzo primario nel bilancio dello stato (la cui conferma evidentemente aspetta anche lui dai dati ufficiali dell’Eurostat che saranno pubblicati molto probabilmente a fine Aprile). E via discorrendo.

Le previsioni che immancabilmente vengono smentite

Naturalmente se fossimo un paese serio con informazione libera e democratica, questa notizia passerebbe innosservata e anzi accompagnata da commenti ironici contro chi con indescrivibile audacia si mette sul serio a discutere di queste previsioni. Il motivo è sempilce. Nessuna ma proprio nessuna delle previsioni della Commissione Europea, almeno durante la crisi odierna,  si è avverata. Si, avete letto bene.

Nessuna previsione si è avverata ma questo non sembra disturbare tutti quelli che o intenzionalmente o per stupidità acclamano le previsioni dell’ inqualificabile Olli Rehn e della sua squadra.

Per amor del vero ricordiamo alcune solo delle previsioni non avverate della Commissione Europea, campione nel campo delle previsioni errate. Nella primavera del 2008  l’UE pubblica delle previsioni che parlavano di “aumento persistente alla faccia delle avversità”, per quanto concerne l’eurozona.

Mentre per l’economia Greca ha fatto la previsione, che si è dimostrata particolarmente fuori luogo, che: “lo sviluppo economico si aspetta di essere rallentato nell’orizzonte temporale delle previsioni, con un aumento del PIL reale di appena al di sotto del 3,5% tanto nel 2008 quanto nel 2009” (pag. 69). Era  prevista anche una caduta del debito pubblico nel 2009 al 90% del PIL.

I responsabili della stesura del rapporto di previsione si vantavano della resistenza delle economie della zona euro a confronto di altri centri sviluppati dell’economia mondiale. Parliamo di menti alquanto brillanti!

E adesso passiamo alle previsioni dell’autunno 2009. Ricordiamo che l’economia mondiale aveva già subito un crollo nell’autunno del 2008 con tutte le economie a presentare segni negativi mentre la Grecia aveva già presentato la combinazione esplosiva di recessone e debito. Tuttavia l’UE affermava che “ l’economia dell’UE si riprende gradualmente dalla recessione profonda” mentre per la Grecia faceva le seguenti constatazioni:

“Avendo vissuto un decennio di sviluppo economico intenso dell’ordine del 4% in media, l’economia Greca è entrata in una fase di recessione nel 2009”  (pag.92). Ciò nonostante prevedevano – nell’autunno del 2009- che “la prospettiva per il PIL reale è che esso rimanga pressochè invariato nel 2010, prima di presentare una leggera ripresa nel 2011”. Cioè? Stimavano che ci sarebbe una contrazione dell’economia Greca dell’ordine del’ – 1,1% nel 2009, del  – 0,3% nel 2010, e una leggera ripresa dello 0,7% nel 2011. Hanno fatto centro!

Andiamo adesso un anno dopo, nell’autunno del 2010. L’UE continua con scandalosa coerenza la stessa fila di previsioni intenzionalmente stupide. Per l’eurozona, nel mezzo della recessione stimava che “la ripresa procede”!  per la Grecia che già aveva subito il primo memorandum e si trovava già sull’orlo del precipizio commissariata e sotto default controllato scriveva: dopo l’escalation della crisi di debito nella primavera del 2010 e la messa in atto del programma triennale di adeguamento economico la Grecia ha adottato misure di consolidamento fiscale.

Si aspetta che queste misure avranno un impatto negativo sulla domanda interna nel 2010 e nel primo semestre del 2011. Tuttavia il successo e la credibilità dello sforzo del risanamento di bilancio dovrebbe aumentare la fiducia e migliorare la psicologia. Si prevede che il beneficio  derivante dalla credibilità compenserà il costo economico dell’adeguamento e porterà all’avvio della ripresa nel secondo semestre del 2011.(pag 87)

Cosa ci diceva all’epoca l’UE? Che per via dell’esacerbazione della crisi di debito che essa è stata incapace di prevedere sei mesi fa –mentre personaggi pittoreschi come me l’avevano prevista e analizzata almeno sin dall’inizio del 2009- il paese si è trascinato in un programma di adattamento e solo ed esclussivamente la fedele implementazione di questa ricetta le  avrebbe ripristinato l’attendibilità e ci sarebbe la ripresa nel secondo semestre del 2011. Cosi prevedevano un calo del PIL di – 4,2% nel 2010, di -3,0% nel 2011 e un aumento nel 2012 del 1,1% !

Ma le previsioni che hanno superato ogni record erano quelle sul debito. “Il debito aumenterà da 126% del PIL nel 2009 a 156% del PIL nel 2012”, questa era la previsione! Bullocks, come dicono i Brittanici.

Nella primavera del 2011, cioè all’inizio del secondo semestre quando secondo le previsioni dell’UE ci sarebbe la ripresa, il rapporto di previsioni diceva sulla Grecia: “per terzo anno consecutivo si prevede una diminuzione dell’attività economica. Il PIL reale diminuirà ulteriormente di 3,5% nel 2011 – a causa soprattutto degli effetti pesanti del 2010 – mentre per lo sviluppo si prevede un segno positivo soltanto negli ultimi trimestri dell’anno o ancora più tardi con una potenzialità di ripresa dopo il 2012.” (pag 105)

Ancora una volta è impressionante quanto sono errate le previsioni. Nel 2010 l’UE stimava che il calo del PIL arriverebbe a -4,5%, nel 2011 ci sarebbe un ulteriore calo del -3,5% mentre per il 2012 era previsto un aumento del 1,1% ! Per quanto riguarda il debito pubblico era previsto di arrivare  al 142,8% nel 2010, al 157% nel 2011 e al 166,1% nel 2012.

Infine nell’autunno del 2012 le previsioni dell’UE sulla Grecia erano le seguenti: “I dati di Settembre sui conti nazionali provvisori confermano che l’economia Greca rimane in profonda recessione. Il PIL ha presentato un calo  del 6,3%  nel secondo semestre, mentre dopo un calo del 6,5% nel primo trimestre è previsto un calo annuo complessivo del 6,0% nel 2012. Tale riduzione continuerà nel 2013, sesto anno di recessione, con le sue forze motrici rimaste in linea generale invariate. ”(pag 65)

Due pesi e due misure

Potremmo riempire pagine su pagine di stupide e completamnente infondate previsioni dell’UE, che sembrano uscire dalla pancia del Buddha. E dopo una tale fila di fallimenti non si aspetterebbe che qualcuno potesse prendere sul serio la previsioni dell’UE a parte naturalmente gli imbecili e i mandatari.

Qual’è la solita scusa del fallimento delle previsioni? E si avete indovinato. I Greci corrotti che non davano i dati giusti ma anche il fatto che non implementano fedelmente il programma di adattamento. Il fatto che le previsioni dell’UE sull’intera eurozona non siano mai avverate non vi deve preoccupare. I burocrati corroti di Bruxelles considerano tutti i popoli corroti e degni di disprezzo.

Vale la pena far notare che il signor Olli Rehn in una sua intervista relativa alle previsioni della sua squadra, ha insistito su qualchcosa di molto importante per noi. Per una ancora volta Olli Rehn ha focalizzato sulla la bassa inflazione dell’eurozona che è su base mensile pari a 0,8%, segnalando che  “essa sostiene il consumo privato perchè aumenta il reditto disponibile!”.  Questa constatazione è a dir poco sciocca, perchè il calo dei prezzi nell’eurozona è dovuta principalmente alla mancata capacità d’acquisto cioè alla mancanza di reditto disponibile della popolazione.

Il motivo di questa dichiarazione sciocca era per rispondere alla preoccupazione diffusa dentro e fuori l’eurozona che riguarda la propabilità di deflazione. Ha voluto assicurare che malgrado il calo significativo dell’indice dei prezzi non ci sarà deflazione cioè un indice dei prezzi negativo.

Questa affermazione è tanto seria e valida quanto serio e valido è lo stesso Olli Rehn. Ma il punto è un altro. Perchè questa preoccupazione sull’eventuale entrata dell’eurozona nella trappola della deflazione mentre per la Grecia e per Cipro che già si trovano in questa situazione non sembrano preoccupati? Al contrario presentano come svolta positiva  i dati deflazionati e il crollo della domanda interna attiva dell’economia greca come questa si rivela nel bilancio esterno? Perchè due pesi e due misure?

Il motivo è semplice. Hanno già cancellato sia la Grecia che Cipro. Non gliene importa niente di quello che ne sarà di loro. Nessun economista sano di mente e giudizioso avrebbe esultato per i sintomi di una economia  la cui recessione si è trasformata nella peggiore crisi deflazionaria che abbia mai vissuto nella sua storia. Soltanto assassini economici spregiudicati e avvoltoi che si nutrono di cadaveri possono considerare positiva una tale svolta. Visto che la deflazione è il modo migliore perchè venga totalmente svalutato l’insieme dei beni pubblici e privati di un’economia poco prima di dissolversi nei suoi elementi costitutivi.

Ecco perchè la trappola della deflazione per un paese sotto regime di dipendenza e di occupazione fiscale come la Grecia porta sempre ad una guerra. La fase finale è la guerra il mezzo ultimo di un processo di deflazione dove viene spinto deliberatamente un paese – come è il caso della Grecia e di Cipro- perchè traggano beneficio gli sciacalli e gli avvoltoi della comunità internazionale di investitori dalla  completa svalutazione persino del suo territorio.

Il fatto che la stampa del regime europeo insieme ai commissari europei parlino di un nuovo pacchetto di salvataggio delle banche e della Grecia dopo le elezioni europee con condizioni ancora più severe di sorveglianza e tutela in un paese che si trova in una stato mai visto di crollo generalizzato, basterebbe per far risvegliare ai più perspicaci di noi memorie collettive di catastrofi da guerra. Però siate certi che la maggioranza della gente crederà alle afermazioni dei rapacei che dicono di non desiderare la morte della vittima che già tengono tra i denti e continueranno a vivere nella loro nirvana fino a quando non si accenderanno i primi fuochi di guerra in qualche zona di frontiera.

Ma  tutti noi che sappiamo meglio, che l’instinto di sopravvivenza e la ragione non ci hanno traditi sappiamo cosa fare. Organizzarsi, organizzarsi ed ancora organizzarsi. Il fronte è chiamato in occasione delle elezioni europeee a dare la battaglia poltica più critica prima che la realtà insegni a tutti noi come  si fissa l’acciaio nel fuoco. Io sono pronto. Voi?

Dimitris Kazakis, 26-2-2014

Traduzione Fivi Sokali

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