“Quando non riconosci un debito ingiusto non è default ma è una liberazione”.

«Το να μην αναγνωρίσεις ένα αθέμιτο χρέος δεν είναι χρεοκοπία, αλλά απελευθέρωση»

Συνέντευξη του Δημήτρη Καζάκη στο “Antidiplomatico”

Quando non riconosci un debito ingiusto non è default ma è una liberazione.

L’Antidiplomatico intervista Dimitris Kazakis (EPAM): “Sarebbe auspicabile un’alleanza dei movimenti e dei popoli del sud Europa con l’obiettivo della rottura dell’eurozona”

L’AntiDiplomatico ha intervistato Dimitris Kazakis, segretario generale del partito E.PA.M (Fronte Popolare Unito), fondato in Grecia nel 2011 dai cittadini che hanno partecipato alle grandi manifestazioni di piazza contro l’austerità imposta dalla Troika con i famigerati Memorandum. Abbiamo parlato del suo movimento, di euro e del futuro della Grecia

1. Può spiegarci cos’è l’EPAM e quali obiettivi si prefigge?

I lavoratori greci, i pensionati, i piccoli e medi imprenditori, gli inoccupati, i disoccupati e gli agricoltori sono chiamati, in un regime soffocante simile ad una nuova occupazione, non solo a pagare il conto di un debito che è stato progettato in modo tale che più si ripaga, più aumenta, ma anche ad accettare il pignoramento e la svendita del paese da parte dell’UE e del FMI.

L’EPAM (Fronte Unito Popolare) sta organizzando la lotta del Popolo per il rovesciamento di questo sistema politico che è al servizio delle forze straniere. La lotta mira principalmente alla Liberazione. L’EPAM aspira a contribuire all’unione del popolo al di sopra e oltre le linee partitiche e ideologiche.

L’EPAM è dunque un’alleanza sociopolitica nata dal 2011 come lotta per la liberazione del nostro paese dall’occupazione straniera che ci è stata imposta con il pretesto del debito e usando l’euro come strumento. Andando oltre le separazioni tradizionali tra destra e sinistra si rivolge a qualsiasi cittadino democratico greco e patriota e svolge una lotta di liberazione nazionale.

2. L’Epam è uno dei partiti più decisi nell’opposizione alla moneta unica..

Un abbandono volontario dell’eurozona e dell’UE con un nostro piano è stato studiato ed elaborato approfondimente ed è stato pubblicato nei suoi punti principali già dal gennaio del 2014.

Mentre ora il prezzo che la Grecia dovrà pagare per evitare il default e non uscire dall’euro è altissimo..

Il default accade quando non paghi perché riconosci il debito ma non hai soldi per ripagarlo. In realtà, il nostro paese è di fatto in default già dalla fine del 2009. Quando, sulla base di trattati di Diritto Internazionale, non riconosci l’esistenza del debito e sospendi il suo ripagamento, cancellandolo – in modo unilaterale – definitivamente, allora non vai in default ma ti liberi!

3. Ci faccia un elenco di 5-6 passi immediati che il governo greco dovrebbe fare domani…

a. Dichiarazione del debito come illegale e abusivo, se possibile, durante l’Assemblea Generale dell’ONU, sua cancellazione unilaterale in quanto prodotto da minacce e frodi, come dal Diritto Internazionale, e sospensione immediata del suo ripagamento.

b. Dichiarazione e inizio delle procedure per passaggio a nuova moneta nazionale pubblica, di proprietà statale. La ri-acquisizione immediata della nostra indipendenza nazionale attraverso la ri-acquisizione della sovranità monetaria del nostro paese e l’abbandono dei meccanismi neonazisti dell’UE e dell’euro.

c. La soppressione della Banca di Grecia con trasferimento del corpo dei suoi beni e delle sue attività sotto la esclusiva proprietà, possesso e partecipazione dello Stato greco e, al posto suo, la creazione di un organismo nazionale pubblico di sorveglianza e controllo del nuovo sistema bancario che si creerà al posto del vecchio sistema di usura, attraverso la liquidazione pubblica in azione delle banche di rilevanza sistemica e la garanzia totale dei depositi dei cittadini greci.

d. Ristabilimento della Giustizia portando in tribunale le persone e i rappresentanti di entità, organismi e persone giuridiche (partiti e circoli imprenditoriali) che hanno partecipato in qualsiasi modo al saccheggio dei beni pubblici, nonché i traditori e collaborazionisti che hanno consegnato la nostra Patria all’occupazione dei creditori stranieri.

e. L’inizio di procedure, a livello esteso e con la partecipazione piena e diretta dei cittadini per la modifica della Carta Costituzionale del paese attraverso una Assemblea Nazionale Costituente e introduzione del recall.

4. Se la Grecia abbandonasse l’eurozona subito, cosa accadrebbe nella vita reale quotidiana? Esiste un piano specifico sul come affrontare la mancanza di liquidità e la speculazione? Sarebbe possibile stampare nuova moneta anche immediatamente?

Nella vita quotidiana dei cittadini molte cose cambieranno con la speranza e l’aspettativa di una vita migliore che ritornerà. Innanzitutto, il ristabilimento dei redditi delle famiglie ai livelli pre-crisi e il potenziamento immediato degli strati più poveri creeranno volume al mercato con la conseguenza della ripresa immediata di ogni dimensione economica e della produzione di prodotti nazionali.

La “seisactheia”, vale a dire la cancellazione dei debiti del popolo alle agenzie di tributi e alle banche che si erano creati negli anni della crisi e a causa di essa, attraverso imposte e tasse illegali e le pratiche abusive della banche, porterà sollievo immediato alle famiglie e contribuirà alla fiducia e alla difesa dell’operazione da parte di sempre più cittadini. Tutto questo ovviamente non può accadere in modo casuale e frammentario, ma sulla base di un progetto organizzato che l’EPAM ha elaborato e di cui dispone.

Ci vorrà un periodo di 6-8 mesi per introdurre la nuova moneta nazionale pubblica. Nel frattempo, tutte le operazioni finanziarie si svolgeranno normalmente con denaro elettronico (bancomat e carte di credito), con assegni e cambiali, mantenendo i conti correnti dei cittadini, avendo come unico limite l’impossibilità di prelevare banconote materiali finché non sia stampata una quantità sufficiente di banconote per far partire la loro circolazione normale.

Serve controllo rigido su qualsiasi importazione ed esportazione per non permettere ulteriore esportazione di capitale, cosa che è diventata il flagello degli ultimi anni, e per dare priorità ai prodotti di prima necessità per i beni importati, carburanti, alimenti, medicinali, materie prime e varie attrezzature.

È necessaria la vigilanza rigida con forti misure amministrative per la circolazione dei prodotti e per il controllo dei loro prezzi. Questi meccanismi di controllo e vigilanza dovranno essere “montati” in modo tale da poter entrare in funzione dal primo momento, per evitare mancanze artificiali e aumenti esagerati dei prezzi dei prodotti di base che, se si creeranno, saranno di seguito politicamente usati con lo scopo di creare il panico tra i cittadini.

Di queste misure ne fa parte anche l’imposizione di prezzi fissi e controllati sui carburanti, sugli alimenti, su medicinali e così via che sarà accompagnata da interventi di diminuzione decisiva sui prezzi dei servizi come ad es. l’elettricità, l’acqua, i trasporti pubblici.

Una delle prime misure da applicare dev’essere anche la rottura dei cartelli che oggi controllano il mercato.

In contemporanea, una politica commerciale multidimensionale attraverso gli accordi transnazionali, gli accordi di clearing ecc che fino ad ora sono vietati dall’UE, porterà sollievo al bilancio commerciale ed eviterà mancanze al mercato interno per quanto riguarda i prodotti di prima necessità che saranno importati i quali non potranno essere prodotti qua durante le prime fasi dell’adattamento e della partenza della procedura di ricostruzione produttiva.

5. Se il governo procedesse a implementare tutte le misure del nuovo memorandum, quale pensa sarà la reazione del popolo greco?

Il popolo greco oggi sta seguendo stupito l’evoluzione di un colpo di Stato che sta accadendo a suo discapito con il rovesciamento del risultato del 62% del referendum e con l’imposizione, contro la sua volontà e contro qualsiasi provvedimento costituzionale, del terzo e più feroce – da tutti i punti di vista – memorandum. Speriamo – e stiamo lavorando duramente verso questa direzione – che a breve il popolo ritroverà il coraggio di organizzare il suo contrattacco. L’EPAM continuerà in ogni caso la lotta con ogni modo e mezzo.

6. Cosa ne pensa della possibilità di alleanza dei movimenti e dei popoli del sud Europa con lo scopo di spaccare l’euro e l’UE? Prendereste in considerazione l’eventualità di lavorare insieme al M5S in Italia e a Podemos in Spagna?

Sarebbe veramente auspicabile che si formi un’alleanza dei movimenti e dei popoli del sud Europa – e non solo – con obiettivo la rottura dell’eurozona. È da un bel po di tempo che stiamo lavorando verso questa direzione e in effetti nel novembre del 2014 abbiamo organizzato con grande successo ad Atene un convegno internazionale con la partecipazione di 32 movimenti da tutti i paesi europei e dalla Russia. A questo incontro ha partecipato via collegamento skype anche un portavoce del M5S [NdT: Alessio Villarosa, allora capogruppo alla Camera]. Un tentativo di incontro con Beppe Grillo durante la sua visita ad Atene il giorno del referendum (5 luglio) purtroppo non si è realizzato, non per mancanza di nostra volontà. Con Podemos non vi è stato ancora un contatto diretto, ma speriamo che a breve accadrà.

L’EPAM è aperto a collaborare con qualsiasi movimento o personalità che possa facilitare il raggiungimento dei suoi obiettivi.

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