Proposta dell’ EPAM (Fronte popolare unito) per mettere fine agli annegamenti di gente innocente

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Dichiarazione

Mentre l’UE finge di occuparsi quotidianamente del tema dei rifugiati tramite riunioni al vertice e costruzioni di muraglie, ogni giorno uomini, donne e bambini innocenti continuano a morire annegati nel Mar Egeo. Il loro unico scopo è quello di vivere lontano dalla guerra in uno Stato che dia loro  sicurezza. Allo stesso stesso momento, il governo greco versa lacrime false e con  parole vuote partecipa al massacro nel medesimo teatro. La Turchia permette liberamente e senza il minimo ostacolo l’ azione dei trafficanti di esseri umani , portando in questo modo a morte certa  centinaia di rifugiati.

L’EPAM propone l’adozione delle misure seguenti con l’obbiettivo di mettere fine a quest’ondata di morti :

  1. Denunciare la Turchia e imporle  sanzioni appropriate  per collaborazione diretta delle  autorità con i trafficanti, collaborazione che sta andando avanti da parecchi anni.
  2. Stretta applicazione del diritto internazionale e dei trattati dell’ ONU che riguardano il trattamento dei rifugiati nei Paesi di accoglienza ; questo significa che  i rifugiati hanno diritto di asilo nel primo territorio di arrivo, in questo caso nel territorio turco. La doppia negazione della Turchia di accogliere i rifugiati, di offrire loro  asilo politico  come pure  di fornir loro i documenti legali necessari  –entrambe violazioni  del diritto internazionale– dovrebbe implicare severe sanzioni alla Turchia da parte della comunità internazionale stessa.
  3. Il governo greco dovrebbe difendere il diritto sovrano delle autorità greche su direzione e  gestione della  crisi. La responsabilità dovrebbe appartenere integralmente alle autorità greche. Le organizzazioni di volontari, le ONG, le iniziative private e l’ assistenza internazionale dovrebbero essere sotto il controllo diretto e coordinato di queste. Bisogna fermare l’interminabile « safari » di presunte organizzazioni di volontari e di altre organizzazioni « umanitarie » sospette che sfruttano l’esistenza di vittime innocenti per raccogliere  sovvenzioni o per servire  interessi geostratégici.
  4. Denunciare e sospendere il Secondo (2o) Trattato di Dublino  per poter considerare e trattare la crisi come un problema internazionale e non come  interno alla sola  Europa. Di conseguenza la responsabilità di trovare soluzioni e del trasferimento di queste persone dovrà essere assunto dalla comunità internazionale e dall’ONU. Non è ammissibile che paesi come gli Stati Uniti, artefici di guerre che provocano questi immensi esodi di popolazioni (rifugiati e migranti) rimangano fuori dal problema « lavandosene le mani ».
  5. I paesi che rifiutano di accogliere i rifugiati devono essere denunciati alla comunità e agli organismi internazionali per collaborazione in omicidio massivo e  crimini contro l’umanita.

Le vite non si salvano con riunioni e parole. Solo tramite azioni concrete.

E quello che propone l’EPAM sono  azioni concrete.

Segreteria politica, 5/11/2015

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