Comunicato del Coordinamento europeo anti euro

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Il Coordinamento europeo anti-euro riunisce i rappresentanti di Germania, Austria, Spagna, Francia (Partito d’emancipazione del popolo), Grecia e Italia.

Parigi, 22 gennaio 2016

PER UN PIANO B IN EUROPA DALLA A ALLA Z…

Piani B fioriscono da Parigi a Madrid passando per Berlino. Ma A, B o C, quali sono davvero le intenzioni politiche degli organizzatori di questi dibattiti?

A. Gli organizzatori del dibattito Per un piano B in Europa, che si tiene a Parigi il 23 gennaio hanno riunito un gruppo di relatori le cui posizioni sono lontane dall’essere comuni. Quelli come Oscar Lafontaine, isolato in seno alla Die Linke – che caldeggia l’uscita dall’euro da diversi mesi almeno – o come Frédéric Lordon o ancora Emiliano Brancaccio, Costas Lapavitsas, avranno dei punti di vista convergenti con gli altreuropeisti che lì  in gran parte prenderanno la parola e sembrano volere innanzitutto «salvare l’Europa»?



Questi ultimi, come gli organizzatori dell’incontro, rivendicano una rinegoziazione dei trattati: «Il nostro piano A: lavorare in ciascuno dei nostri paesi e insieme attraverso l’Europa, ad una rinegoziazione completa dei trattati europei».

È una pericolosa illusione far credere che ciò sia possibile. Come considerare una rinegoziazione dei trattati a beneficio delle classi dominate senza la cancellazione degli stessi i trattati e senza un ritorno alla sovranità nazionale di ciascun paese dell’Unione? Perché, in effetti, per gli organizzatori «Nessuna nazione europea può procedere verso la propria liberazione nell’isolamento». Si può solo temere che il piano B di Parigi si trasformi in piano C a Berlino o a Madrid…

B. Fioccano i Piani B

Il prossimo 9 febbraio a Berlino, l’ex ministro dell’economia greco, parlamentare, ex ministro delle Finanze, Yanis Varoufakis, scomparso dal piano B di Parigi, e Arnaud Montebourg, ex parlamentare, ex ministro dell’Economia, della Ripresa produttiva e del Digitale e Manuel Valls, vice-presidente del Consiglio di Vigilanza della catena di mobili Habitat, membro del comitato di orientamento strategico della società Talan (Francia), lanceranno il loro «Movimento per la democrazia in Europa 2025» (DiEM 2025). Poi, il 19, 20 e 21 febbraio, a Madrid, membri di diverse forze della sinistra spagnola con Yanis Varoufakis organizzano un evento simile in favore di un piano B! Sarà che l’ambizione di Varoufakis è di insegnare agli spagnoli come prendere esempio dalla capitolazione del governo di Tsipras? Non sarebbe più saggio costruire le condizioni di resistenza e di rottura dei diktat di Berlino e Bruxelles?

Il coordinamento per l’uscita dall’euro, che ha organizzato delle iniziative in Grecia, Italia e Spagna – e che non è stato invitato a nessuno di questi dibattiti – denuncia il nuovo tranello che sarà orchestrato da funzionari di partito, da organizzazioni e personalità attaccate nonostante tutto a un «progetto europeo», che rifiuterebbero di rapportarsi all’Unione europea e all’euro per quello che sono – strumenti di dominio e tutela dei popoli.

Il Coordinamento europeo per l’uscita dall’euro si dichiara disponibile a lavorare con tutti quelli che vogliono l’uscita dall’euro e che sono pronti a discutere per costruire le condizioni per la realizzazione di questo obiettivo.

Il Coordinamento denuncia con forza le operazioni che mantengono le classi dominate in una fase di stallo, cioè l’euro, l’Unione europea e la NATO. Perché i popoli di ciascuno dei nostri paesi hanno bisogno vitale di riconquistare la loro sovranità per uscire dall’austerità e recuperare la libertà di definire le politiche di giustizia sociale.

 

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