SOSTIENI L` ATTO DI ACCUSA PER ALTO TRADIMENTO

La difesa per il ripristino della Democrazia e il disimpegno del Paese dal debito illegalmente imposto.

Il 05/02/2018, il FRONTE POPOLARE UNITO (ΕPΑΜ) ha presentato alla Procura della Repubblica formale denuncia-difesa per il ripristino del​la Democrazia,​​ sulla base di tre fatti-premesse.

1. I memorandum ed i relativi contratti di prestito non sono mai stati ratificati dal Parlamento greco, come prescrive invece l’articolo 28 comma 1 della Costituzione.
Nel parlamento, dal 2010 fino ad oggi, sono stati messi in votazione solo disegni di memorandum e di contratti di prestito, cioè dei testi non firmati che, sia per il Diritto Costituzionale Greco che per il Diritto Internazionale, non vincolano il nostro paese.

Per di più, il loro contenuto veniva continuamente cambiato, “arricchito” a volontà, sempre più obblighi del paese che risultano dal memorandum d’intesa venivano aggiunti, soltanto con la firma del ministro, basandosi sull’ “autorizzazione” incostituzionale che gli era stata fornita; una prassi seguita fino ad oggi, la quale
costituisce un crimine contro il sistema democratico del Paese.

Secondo la Costituzione, soltanto il Parlamento ha la giurisdizione di ratificare per legge o rifiutare convenzioni internazionali, come lo sono i memorandum d’intesa ed i contratti di prestito.

Soltanto dopo una ratifica del Parlamento (senza autorizzazioni a terzi),​ ​convenzioni internazionali nel complesso o interconnessi, quali i memorandum d’intesa ed i contratti di prestito, possono essere vincolanti per il Paese, sia per il diritto costituzionale Greco che per il diritto internazionale.

Di conseguenza questi memorandum non possono vincolare il Paese, e il debito imposto dai rispettivi contratti di prestito è illegale e nullo così che il paese deve eo può rifiutarsi di pagarlo.

Quindi né il Parlamento, né il popolo Greco sono a conoscenza del vero contenuto di tali contratti,​ ​i quali sono stati conclusi e messi in vigore solamente con la firma del ministro delle Finanze,​ ​un’autorizzazione fornita in modo incostituzionale e penalmente perseguibile.

2. Mancato rispetto del risultato del referendum del 5 luglio 2015, che, secondo la Costituzione è vincolante e perentorio.

Secondo l’articolo 44 della Costituzione il referendum è una fondamentale istituzione del nostro sistema democratico. Infatti è un’ autentica istituzione di democrazia diretta, che non può essere revisionata, e mira a far implementare immediatamente la volontà della maggioranza del corpo elettorale, senza ostruzionismo.

Il risultato del referendum, ordina a tutti i poteri costituzionali (Parlamento, Governo, Tribunali),​ ​e a ognuno nel suo ambito di competenza, di implementare la decisione del popolo.
La domanda posta all’elettorato (ai sensi del DPR 38/2015 – Government Gazette 63 / 2015/06/28) tramite il referendum era chiara e semplice:​ ​”Deve essere accettata la bozza di accordo, che è stata presentata all’Eurogruppo del 25.06.2015 dalla Commissione Europea, dalla Banca Centrale Europea e dal Fondo Monetario
Internazionale, e che si compone di due parti, le quali costituiscono la loro proposta unica?”.
Il primo documento è intitolato “​Riforme per completare il programma attuale ed oltre a quello ​” e il secondo “​ Analisi preliminare per la sostenibilità del debito”.
I cittadini che respingono la proposta delle tre istituzioni, votano:
NON APPROVATO / NO.

I cittadini del paese che sono d’accordo con la proposta delle tre istituzioni, votano:
APPROVATO / SÌ. ”

È chiaro e ovvio che la domanda rivolta al popolo greco affinche potesse rispondere con il suo voto e quindi determinare sovranamente il percorso del proprio paese e di se stesso era se fosse d’accordo o no sulla continuazione ed il completamento delle misure applicate con il secondo memorandum e, se necessario, con nuove misure dalle stesse caratteristiche accompagnate da un nuovo memorandum al fine di completare “il programma attuale ed oltre quello” (come prevede il PD 38/2015)

La maggioranza parlamentare di allora , ed il governo, hanno gettato nei rifiuti il risultato del Referendum, con il quale il 61.31% dei votanti aveva respinto​ ​il “completamento del vecchio e di un nuovo memorandum” e hanno stabilito, sempre in modo illegale, il terzo memorandum, attraverso il quale in primis, “si è materializzato il programma attuale” e in secundis, sono state aggiunte delle misure, “oltre a quello”.

3. La consegna dei poteri legislativi ai creditori stranieri

Nel terzo memorandum, che è stato firmato soltanto dal ministro delle finanze sulla base di un disegno senza che il Parlamento lo abbia mai ratificato, si afferma ripetutamente e su una gamma molto ampia di argomenti, (su cui soltanto le istituzioni costituzionali del paese potrebbero decidere)​ ​che nessuna misura
potrà essere proposta al parlamento dal ministro, se prima non è stata approvata dai prestatori.

Questa clausola, attraverso la quale ogni autorità esecutiva del governo e del parlamanto è esercitata parallelamente e in sovrapposizione dai prestatori in modo incostituzionale e penalmente perseguibile, è il riconoscimento dalla parte di
funzionari e deputati, sia di maggioranza che di opposizione, dal settembre del 2015 ad oggi, che qualsiasi atto legislativo del parlamento deve prima assicurarsi l’ approvazione dei prestatori.

Quindi governo e parlamento devono ​de facto ottenere l’approvazione dei prestatori (e in realtà dei loro dipendenti) per esercitare le loro giurisdizioni esclusive, come loro stessi confessano.

È indicativo l’esempio della creazione dell’ “Αutorità Indipendente per le Pubbliche Entrate” (ΑΑDΕ), che è completamente controllata dai prestatori e e alla quale sono state trasferite tutte le funzioni del Ministro delle Finanze riguardanti le entrate
pubbliche; il ​c​osiddetto “tagliatore”, il quale assicura il soggiogamento fiscale del paese agli ordini dei prestatori, così come il nuovo “superfondo”, il quale ha assunto il dovere di svendere tutti i beni del paese durante i prossimi 99 anni per il rimborso di un falso debito pubblico ; il “sistema bancario ombra”, che acquisisce per pochi spiccioli i debiti delle imprese e delle famiglie Greche,​ ​la svendita degli aeroporti, dei porti, delle
ferrovie, delle risorse naturali, lo scioglimento dei rapporti di lavoro, la riduzione dei salari, delle pensioni e le misure continue ed inefficaci di imposizione eccessiva, sono alcuni dei risultati dalla resa dei diritti di sovranità del nostro paese ad usurai stranieri.

Tutti questi atti formano il delitto di alto tradimento, punibile con reclusione o l’ergastolo, ai sensi degli articoli 134 (2) e 134 A (casi eef) del nostro codice penale. Questi atti alterano o inattivano fondamentali istituzioni democratiche, o producono effetti portatori di tale alterazione o inattivazione.

Tutti questi reati ​non ​​sono soggetti ai termini della prescrizione. Tali delitti sono di carattere criminale, permanenti e continui e hanno carattere di flagranza, e la loro prescrizione inizia dal momento in cui si ripristinano le istituzioni democratiche dello
Stato. Gli imputati da indagare sono i membri del Parlamento dal 2010 ad oggi; i ministri, i funzionari statali e i funzionari degli Organismi Internazionali.

L’inizio della procedura penale, la sua continuazione e il suo svolgimento, non sono ostacolati per passati o attuali parlamentari e funzionari dello stato. Per gli ex o attuali ministri, il fascicolo si trasferisce alla Camera dopo l’esame preliminare.
.
La denuncia promuove attivamente la liberazione della Patria, i diritti del Popolo Greco e il loro ripristino, e non mira soltanto all’accusa e la sanzione penale di coloro che hanno alterato e neutralizzato le istituzioni fondamentali del sistema  democratico, coloro che hanno subordinato il presente ed il futuro dei nostri figli
ad interessi stranieri.

Difende la cause del ripristino della Democrazia costituzionalmente stabilita e la cancellayione del debito nazionale, illegalmente imposto.
È la prima volta che viene presentata una simile denuncia da un ente politico.

La sottoscrizione è aperta alla partecipazione di qualsiasi altra forza politica, partito politico o a quei cittadini, che ne condividano gli obiettivi; la possibilità di tale partecipazione è prevista dalla legge.
Cofirmare la Risoluzione non crea alcun obbligo o impegno legale, né richiede l’iscrizione al Ε.PΑ.Μ (Fronte Popolare Unito) né ad altra formazione politica. Ha il carattere di esigenza che <giustizia sia fatta.

I dati personali delle liste, in forma scritta o elettronica, non costituiscono nessun “archivio di dati”, non subiranno alcuna elaborazione nè saranno trasmessi a terzi secondo la legge.

Firmare la risoluzione e mandare la lista firmata, oppure firmare via internet al relativo link che si troverà al sito web dell’​ Ε.PΑ.Μ:
https://epam​hellas.gr sotto il titolo:

Ψήφισμα για την Πατρίδα & την αποκατάσταση της Δημοκρατίας:
https://epamhellas.gr/?p=75418

 

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