Monia Benini

ΤΟ ΚΙΝΗΜΑ Per il bene comune ΘΑ ΥΠΟΣΤΗΡΙΞΕΙ ΤΟ ΚΙΝΗΜΑ 5 ΑΣΤΕΡΩΝ, ΑΝ ΑΥΤΟ ΔΕΣΜΕΥΤΕΙ ΟΤΙ ΘΑ ΑΓΩΝΙΣΤΕΙ ΓΙΑ ΤΗΝ ΕΞΟΔΟ ΤΗΣ ΙΤΑΛΙΑΣ ΑΠΟ ΕΕ ΚΑΙ ΕΥΡΩ

Ανακοινωθέν του απελευθερωτικού πολιτικού κινήματος Per il bene comune για τις επερχόμενες ευρωεκλογές

italiano

Δεν ζούμε σε δημοκρατία, αλλά στην χειρότερη στην ιστορία μορφή δικτατορίας, σε μια ανώνυμη δικτατορία, στην οποία δεν υπάρχει κάποιος συγκεκριμένος υπεύθυνος και η οποία στηρίζεται από τις οικογένειες του μεγάλου κεφαλαίου που κατέκτησαν όλα τα κέντρα ισχύος και είναι κατά το μεγαλύτερο μέρος τους παρανοϊκοί και λάτρεις του θεού χρήματος.

Οι εκλογές είναι μια νομιμοποιημένη απάτη που έχει σαν στόχο να εμποδιστεί η έξοδος με την ψήφο από το σύστημα που αυτοί κατασκεύασαν.. Χωρίς χρήμα και χωρίς υποστήριξη από τα ΜΜΕ είναι περιττό να παρουσιαστούμε στις εκλογές: το μεγάλο κεφάλαιο είναι ο ιδιοκτήτης των τραπεζών και των ΜΜΕ.

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EPAM – International Conference on Debt, National Currency & Democracy 30.11 – 01.12.2013

Διεθνής συνάντηση για το Χρέος, το Εθνικό Νόμισμα και τη Δημοκρατία 31 Νοεμβρίου – 1 Δεκεμβρίου 2013

See updated post 15.11.2013

Dal fronte greco, una guerra non dichiarata

BLOG | 27 APRILE, 2013 – 18:52 | DA MONIA BENINI

Arrivo ad Atene all’indomani della partenza del terzetto, che lascia sul campo nuove vittime: altri 15.000 licenziamenti fra i dipendenti statali, che si aggiungono al milione e mezzo di persone già rimaste per strada. La ricetta del Fondo Monetario Internazionale, della Banca Centrale Europea e della Commissione ha l’amaro sapore dell’austerity: per ogni 5 persone che vanno in pensione (con stipendi medi attorno ai 1000 euro), è possibile assumere solo una persona con una retribuzione di 580 euro al mese.

Guardo Atene alla luce delle incredibili parole del consigliere della Cancelliera tedesca, Angel a Merkel, secondo il quale ci sono ancora molti ricchi nei paesi del Sud Europa, che hanno addirittura case di proprietà, mentre la gran parte degli operai tedeschi sono in affitto. Così mentre il New York Times descrive l’allarmante situazione ellenica, parla dell’aumento dei disoccupati e dei senza tetto, delle mense che nascono per arginare in qualche modo il problema della denutrizione nelle scuole, la copertina dello Spiegel arriva come un pugno allo stomaco: “la menzogna della povertà” e giù a scrivere che i greci sono in media due volte più ricchi dei tedeschi. Roba da non crederci…eppure nel corridoio dell’albergo dove soggiorno trovo un bigliettino da visita di un giornalista che lavora per lo Spiegel. Quindi…quali indicazioni ha ricevuto dalla redazione o dalla proprietà? E’ venuto in Grecia con l’articolo pronto o ha percorso i circuiti turistici che mascherano e occultano la faccia della povertà che si manifesta già poche decine di metri dopo il Partenone? Ci sarebbe molto da parlare della propaganda mediatica (oltre a Der Spiegel anche la rivista Focus riserva il medesimo trattamento ai ‘ricconi’ Greci, rispetto ai ‘poveri’ tedeschi) e di come il giornalismo sia caduto in basso, con pennivendoli al lavoro per compiacere un mittente o con scribacchini che si autocensurano per non disturbare i manovratori.spiegel_0

Chissà se i giornalisti stranieri che sono arrivati in Grecia si sono informati sulle ‘linee guida’ che i colleghi ellenici devono rispettare: è bene non ritrarre o riprendere immagini di estrema povertà, deve essere spinta la linea di sostegno dei propri aguzzini europei e internazionali (dimostrando che invece sono i salvatori del paese) e non si possono divulgare filmati di contestazione di chi sta al governo. Non vi sembra possibile? Basta leggere le dichiarazioni dell’ex ambasciatore greco in Canada, rilasciate a dicembre scorso al giornale online The Millstone: un giornalista è stato licenziato in tronco per aver mostrato un filmato in cui il Primo Ministro greco veniva fischiato. (more…)

I ‘salvatori’ hanno affondato la Grecia – Da Monia Benini

nave che affonda

Una nave affonda nel Peloponneso (flickr.com/photos/goingape)

“Le società europee solitamente ritengono che le crisi umanitarie possono avere luogo solo in seguito a disastri, epidemie, guerre o conflitti civili. Sembra invece fuori discussione il fatto che una simile crisi possa avvenire in una paese europeo, in particolare se questo è membro dell’Unione Europea”.

Comincia così l’articolo pubblicato dal Guardian che parla della situazione greca. Nel testo si fa chiaro riferimento a una situazione insostenibile: Nikitas Kanakis, a capo della maggiore ONG operante in Grecia Médecins du Monde, riferisce di una lettera formale con richiesta di intervento all’ONU per il disastro umanitario. Gli stessi greci ormai da diversi mesi denunciano condizioni di vita peggiori addirittura al regime dei colonnelli o all’occupazione straniera.

In un paese che spreme sino al midollo i propri cittadini su indicazione dei ‘salvatori’ europei e internazionali, si decidono misure fuori da ogni logica. Come testimonia Nikos Kleitsikas, scrittore ateniese, il quale racconta che l’11 febbraio si è deciso che “gli studenti di liceo e i giovani disoccupati che vivono con le loro famiglie, devono comunque fare la dichiarazione dei redditi e se non dimostrano di avere ricevute per almeno 3000 euro di spese, saranno tassati come evasori.  (more…)